Ambasciatore in cammino per la pace
Ambasciatore in cammino per la pace
Articolo e foto tratte dal Corriere Romagna – edizione di Cesena del 28 agosto 2006

CESENA – La classica camminata Carpineta – Sorrivoli, che ogni anno chiude il Festival dei Grandi Burattinai di Sorrivoli, quest’anno ha avuto un ospite speciale.Si tratta di Giuseppe Cassini, ex- ambasciatore italiano in Libano, autore della lettera appello “Ogni città italiana ne adotti una libanese”. Ha camminato insieme ai ragazzi, ai bambini e alle famiglie che hanno partecipato alla marcia quest’anno dedicata proprio alla recente guerra.Mentre ad Assisi si manifestava con la “Tavola della Pace”, a Sorrivoli si camminava, si leggevano testi e poesie al motto di M. Luther King: “O arriveremo insieme alla libertà, o non arriveremo mai….”.“Essere qui è stato un piccolo miracolo – Ha raccontato il diplomatico – Un abitante di Sorrivoli, letto il mio appello, ha saputo che l’On. Giancarla Codrignani di Bologna mi conosceva. Così l’hanno contattata e mi hanno invitato a partecipare a quella che io immaginavo essere una grande festa. Ho accettato volentieri perché il popolo romagnolo e quello emiliano sono generosi e sensibili, aperti al mondo e non provinciali”.Cassini, ora collaboratore della Regione Toscana, ha rivolto un appello ai maggiori quotidiani affinché si creasse una cooperazione dal basso per restituire speranze al popolo libanese, una pratica di adozione city-to-city che, spesso meno burocratica, ha un’incidenza maggiore degli aiuti governativi.“Quando è scoppiata la guerra mi sono reso conto che non si trattava di scaramucce, ma di una vera e propria operazione militare di distruzione di un intero popolo, di un delicato tessuto sociale, esempio di convivenza unico al mondo. Così ho deciso di proporre ai comuni italiani questa sfida: adottate un piccolo villaggio libanese, non occorre una grande città, basta creare un gemellaggio che porti cooperazione e speranza alla popolazione civile. Già Cesena e Arezzo hanno risposto. Ora mi auguro che l’Anci (Associazione Nazionali Comuni d’Italia, n.d.r) presieduta dal sindaco di Firenze, scelga di seguire questo progetto”.Quale augurio per questo Libano? “Che la tregua duri e resista alle tensioni interne; anche in Israele il governo è uscito indebolito dalla guerra ed io mi auguro che non si cada nel caos politico, perché esso allontana la volontà di pace e alimenta il bellicismo”.Cassini parla molto della diplomazia, suo campo di lavoro e d’azione, che l’ha portato ad amare la “Valle dei Cedri”, il Libano, chiamato così per l’abbondante presenza di questi alberi secolari e immensi.“Credo che l’Unione Europea abbia dato prova di grande compattezza e saldatura con l’Onu, quanto durevole ancora non sappiamo, ma avere Kofi Annan a Bruxell è stato un evento fondamentale. E l’Italia ha giocato un ruolo fondamentale, tenendo alta l’attenzione nelle settimane in cui si pensava si indebolisse il fronte. Anche se ora sembra tutto più facile, far rispettare la tregua a discapito degli incidenti che verranno sarà un compito delicatissimo. Vorrei far passare un messaggio importante: accanto ai caschi blu è fondamentale una missione diplomatica che sappia dialogare con le forze che partono dal basso, locali e substatatali, che in un governo debole come quello libanese hanno un’importanza strategica”.
Giuditta Lughi