Non abusare di Dio

di Pasquale

Si può dire una messa dappertutto: in cima a un monte, su un prato. Si può dire per qualunque motivo. Si può dire in ogni momento. Si può dire rivolti verso il popolo o rivolti verso il muro. Una volta si doveva dire solo a digiuno dalla mezzanotte…
Ma il problema è forse ritrovare il senso di una messa… o anche solo di un rito religioso.
Ho la sensazione che oggi si sia arrivati al punto di compiere riti come forme per prendere possesso, manifestare potere…
Se non fai questo… se non vieni a catechismo… non frequenti corsi… non ti dò…non sei…
E tutti convinti che si debba passare attraveso questa specie di giogo…sia chi lo impone… sia chi lo subisce.
E così nei giorni in cui Eluana veniva lasciata libera di andare, un pò come aveva chiesto per sè, papa Giovanni Paolo II, in molti hanno pensato bene di pregare… di dire delle messe. Una cosa mi ha particolarmente sorpreso: una scuola di Cesena, il liceo scientifico ha organizzato una messa all’interno dell’istituto, e durante l’orario scolastico…
Non riesco a capirne il motivo… penso a come avrebbe reagito uno come Sanzio Togni, se fosse stato uno studente, oggi..
Cosa si voleva dimostrare con quella messa o con le preghiere che tutti i preti sono stati “invitati” a fare durante la messa della domenica 8 febbraio per la vita di Eluana o – e in espiazione di un “omicidio”…Cosa si voleva ostentare con la raccolta di firme, sempre all’interno delle chiese, per una petizione da inviare al presidente della repubblica per salvare la vita di Eluana, promossa da cattolici “doc” come Franseco Cossiga…
Io penso che l’unico motivo fosse quello di difendere una propria ideologia.
Ma il vangelo non può essere ridotto a nessuna ideologia.
Ho l’impressione che si voglia sempre più diventare massa e si abbia paura di restare lievito e allora si occupano spazi, tempi, istituzioni per divulgare quello che si vuol far passare per fede.
Non c’è stato nessun invito a pregare quando le bombe cadevano su Gaza…
Mi pare che Gesù fosse molto attento nel scegliere il luogo e le persone verso cui rivolgersi, quando doveva dire qualcosa.
Erano sempre luoghi assolutamente non istituzionali, liberi da ogni possibile strumentalizzazione o manipolazione. Tranne qualche tentativo compiuto all’inizio e poi dimostratisi fallimentare. Dentro gli spazi sacri del tempio ha rischiato il linciaggio dagli uomini della religione, quelli che la fede l’avviliscono al rango grigio di un prontuario di norme o ideologie o cultura. Allora “usci dal tempio” è scritto, quasi a dire che quando la religione subisce un tale avvilimento, devi uscire, cercare altrove. E Gesù “se ne stava fuori in luoghi deserti e venivano a lui da ogni parte”, da ogni cultura da ogni forma di religiosità, di diversità…ognuno era libero di “venire”, non c’erano condizionamenti, neppure psicologici.
Chiamarsi fuori è garanzia di libertà di autenticità, di gratuità e di verità…
Gesù viveva in un contesto profondamente religioso, ma prese nettamente le distanze da quella forma di religiosità che voleva imprimere il suo marchio su tutte le cose.
Il famigerato ‘68 di cui un pò mi sento figlio, aveva tentato di liberare la fede dalla religione, ma ora la religione sta di nuovo occupando la coscienza delle persone. Lo dimostra il fatto che nessuno abbia avuto il pudore di impedire quella messa in quel contesto e in quel luogo… segno che che c’è un forte potere integralista in quella scuola!
Ricordo con piacere gli anni che ho insegnato religione a scuola. Vi ho rinunciato perchè un messaggio che per sua natura è libero e gratuito, non può esprimersi all’interno di un sistema e proposto in orari obbligati e a pagamento…
Ci possono essere delle motivazioni giuste, nel fare religione a scuola, ma allora sia chiaro che quello che si fa è trasmettere un messaggio culturale e non un messaggio di fede… Cosa c’entra allora la messa? Che è l’espressione più forte della fede?
E come si spiega che a dei mussulmani che in occasione della strage compiuta a Gaza (431 bambini uccisi!) sia stato contestato il fatto di pregare in una piazza perchè ci si affacciava una chiesa!
Scrive Frei Betto:”Io sono cattolico e tutti i giorni prego perchè Dio mi dia la grazia di essere cristiano. E tutti i giorni prego perchè, essendo cristiano, io sia umano”.

sorrivoli 27 febbraio 2009

 

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One Response to “Non abusare di Dio”

  1. martayensid Says:

    Essere cristiani per il resto non significa diventare super uomini, ma solo avere una direzione da seguire, la natura dell’uomo va accettata anche nella sua imperfezione.
    Per il resto.. beh.. le bombe a Gaza non le tirava certo il nostro governo, sul caso di Eluana invece vi erano profili legislativi sui quali si poteva tentare di mettere un argine no?

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