Tu, non abdicare

Tu, non abdicare
di Pasquale…

Il secolo scorso quando in Europa i totalitarismi cominciarono a prendere piede sotto forma di regni o dittature, anche la chiesa, per non essere da meno istituì il suo regno, eleggendo Gesù a Re dell’universo. Si celebra questa festa l’ultima domenica dell’anno liturgico, in genere verso la fine di novembre.
Parlandone coi bambini emerge che non amano molto l’immagine di un Gesù che faccia il re, perchè questo sottintende prendere decisioni senza consultare nessuno, decidere della vita e della morte dei sudditi, appropriarsi di beni e terre per i propri interessi..
Non è facile, per fortuna fare accettare ad un bambino l’immagine di un Gesù re!
Noi grandi abbiamo risolto il problema, dicendo che il suo regno non essendo di questo mondo, va relegato all’aldilà.
Ma, mentre Gesù parlando con Pilato durante il processo che lo porterà sulla croce, dice , sì, che il suo regno non è di quaggiù, ma alla domanda esplicita di Pilato: “tu sei re?” risponde affermando che sì, lui lo è, e che per questo è nato e per questo è venuto in questo mondo. Allora il suo regno non è di un altro mondo, ma reale nel nostro tempo e nella nostra storia.

Il mondo con la complicità della chiesa ha cercato di fare abdicare Gesù al suo trono mettendo al suo posto degli usurpatori.
Ma il regno non lo si occupa per elezione nè con la forza o per meriti, ma solo per eredità: è un diritto.
A Gesù, Pilato chiedeva di abdicare sotto la pressione dei sommi sacerdoti, ma lui difende il suo diritto di essere re: non abdica!
In quel momento Gesù è prigioniero, legato e senza nessuna scorta. La sua vita è nelle mani di altre persone, rappresentate dal Pilato di turno, al quale dice che in realtà lui non ha nessun potere perchè è costretto a fare ciò che altri gli impongono, mentre l’unico potere è quello che viene dal rispetto, dal servizio, dalla capacità di cogliere la verità.
Pilato snobba la risposta che Gesù col suo silenzio gli dà quando chiede “ che cosa è la verità?
Il silenzio di Gesù sembra dire: tu sai che sono innocente, mi hai fatto tre gradi di processo, per tre volte hai sentenziato che non trovi in me nessuna colpa, allora cosa aspetti a fare l’unica cosa giusta e vera che è di sciogliermi e lasciarmi andare dimostrando così di avere un potere reale?
Invece Pilato tenta di convincere Gesù ad abdicare al suo semplice diritto ereditato solo dal fatto di essere semplicemente un uomo e un uomo non deve mai morire ammazzato!
Questo è un diritto legato al semplice fatto di essere nati, non è un privilegio, un merito e non ci deve essere bisogno di difenderlo con la forza. Gesù a nome di tutti i “nati da donna” non abdica a questo diritto, per questo è nato, per rendere testimonianza a questo verità, per essere re.
Nel vangelo di Matteo, al capitolo 25 quando parla del giudizio universale si identifica con quel re, che chiamati a sè tutti gli uomini della terra, fai il re e giudica il loro operato: avevo fame, avevo sete, ero straniero, nudo, malato, carcerato e voi dove eravate, cosa avete fatto?
Dice una cosa molto semplice: chi ha fame e sete di giustizia, chi cioè non vuole morire ammazzato, perchè nudo, straniero, malato, o carcerato è re di diritto e non può abdicare a questi che sono diritti acquisiti dal momento che si è nati.
Allora Gesù dice a tutti questi: non abdicate, dice a tutti noi: non abdicare al tuo diritto di essere uomo e al tuo diritto di non dover rischiare di morire ammazzato. Non lasciare che alcuno usurpi questa eredità.
Beati quelli che trovano la forza di non abdicare!

  • Share/Save/Bookmark

Comments are closed.