Solidarietà ad Alessandro Santoro

E’ un quartiere alla periferia di Firenze, in migliaia di appartamenti sono alloggiate persone di ogni razza e cultura, legate solo da storie difficili: non c’erano centri sociali o ricreativi, non c’erano negozi o giardini, nè scuole. Non c’è neanche la parrocchia, ma dal 1994 c’è un prete che vive in un appartamento come tutti, e in un centro che funziona da chiesa per la messa, da scuola di alfabetizzazione, da negozio per il commercio equo-solidale, da sede per incontri e dibattiti legati alle storie delle persone del quartiere. C’è anche un fondo per offrire un microcredito alle persone in difficoltà… si cammina insieme per i diritti di tutti, per conoscersi, integrarsi: si chiama le Piagge, mentre il prete è Alessandro Santoro…
La notte tra il 19 e il 20 marzo, alcuni “ignoti” sono entrati nei locali della “parrocchia” che più comunemente viene definito centro sociale ”il pozzo” rubando quel poco che di valore ci fosse, devastando il resto e lasciando una firma: un manganello nero con su scritto: “Mussolini dux”…
Qualche tempo fa, a Cesena, dopo una notte bianca un ragazzo e una ragazza sono stati trovati a fare sesso dentro un confessionale del duomo:
sono scattate manifestazini, proteste, messe riparatorie, prese di posizione da tutte le parti civili e religiose, gridando allo scandalo, all’oltraggio, al vilipendio…
Saputa la cosa, alcuni gorni dopo l’accaduto, ho sentito Alessandro, per abbracciarlo almeno virtualmente. Era preoccupato, ma soprattutto amareggiato, perchè, diceva: “nessun prete mi ha chiamato – neppure il vescovo ha preso una posizione nè si è fatto sentire!”
Si tratta di mons. Betori ex segretario della CEI…
Mi son chiesto cosa sta ad indicare questo comportamento, questa differente reazione!
Se questo fosse accaduto in una parrocchia “normale” sarebbe diventato un caso nazionale, ma questa non è una parrocchia normale, non c’è la chiesa, non c’è il campanile e neppure la canonica… ci sono persone di tutte le religioni, ci sono anche incontri per omosessuali: allora la chiesa non si sente coinvolta in prima persona. E’ più un fatto politico che religioso! E’ una questione di convivenze tra ideologie opposte…
Mi tornano in mente alcune cose successe a Don Minzoni in altri tempi…
Cosa sta succedendo in questa società e in questa chiesa?
Una crisi generale colpisce tutto e tutti e la paura , come uno spettro, domina.
il problema è come esorcizzare questa paura. D’altronde chi ha potere cerca di incutere paura perchè questa rende il potere più stabile e più facile da mantenersi. Chi è dominato dalla paura non sarà mai libero.
Quando si arriva a queste situazioni chi sta al potere offre sicurezza imponendo delle regole sempre più rigide e soprattutto suferficiali. Ci si aggrappa alle leggi, alla cultura a senso unico, a delle espressioni religiose sempre più formali.
E’ stato bello in questi giorni vedere nel vangelo un Gesù che entra nel tempio e comincia a buttare all’aria tutto. Sarebbe tempo forse di ritrovare questo Gesù arrabbiato, un pò come quello di Pasolini.
Non sono le leggi a dare sicurezza: queste producono idolatria e schiavitù. Per questo Mosè le scagliò contro il vitello d’oro.
Non è la cultura del pensiero unico che offre certezze: S. Paolo ai greci che chiedevano un linguaggio conforme al loro propone solo quella che lui chiama la stoltezza della croce. E Gesù ai giudei che avevano fatto della religione uno strumento per i propri affari dice di distruggere il tempio.
Gesù ha scelto di abitare un tempo e uno spazio laico: quello segnato dall’emergenza e dal conflitto.
A pasqua alle prime donne che incontrerà dirà: non abbiate paura voi!
La pasqua è il vero futuro il vero antidoto alla paura, ma solo perchè è veramente l’inedito, il nuovo.
Allora se la chiesa non ha il coraggio di lasciare venire avanti il nuovo, l’inedito, come può avere il coraggio di parlare di resurrezione!
Grazie d. Alessandro che ci incoraggi a non avere paura…

Sorrivoli 27 marzo 2009
Pasquale Gentili – prete a Sorrivoli.

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