E Gesù diventò Gesù
di Pasquale
E Gesù diventò Gesù
“Ma dopo che Giovanni fu arrestato…”
Cosa faceva Gesù prima di quel “MA”?
Aveva già trent’anni quando appare sulla scena: si fa battezzare da Giovanni Battista e poi si ritira nel deserto a vivere con le fiere e con gli angeli. Si potrebbe pensare che amasse una vita eremitica, a contatto con la natura, con Dio e con se stesso, fuori dalla realtà: malvagia, corrotta, violenta e ingiusta…Parrebbe che Gesù non fosse interessato alla vita pubblica, alla vita sociale, politica…
“Ma…” Marco, il più antico degli evangelisti, dopo aver presentato questo Gesù, influenzato dalle culture orientali ci mette un: “ma…” come a voler sottolineare che ad un certo punto è successo qualcosa che ha cambiato la sua vita!
“Ma, dopo che Giovanni fu arrestato… Gesù, cominciò a predicare il vangelo di Dio…”
E’ l’arresto di Giovanni a sconvolgere Gesù.
Giovanni non fu arrestato perchè aveva commesso dei reati, ma per le cose che diceva: agli esattori delle tasse diceva di non esigere se non quelle giuste, ai soldati diceva che non dovevano usare la violenza, e a chi avesse due tuniche, due case due di tutto diceva di darne una a chi ne fosse privo; ad Erode diceva che non poteva usare o abusare delle persone come fossero delle cose! Allora Erode, lo arrestò, senza preoccuparsi neppure di trovare una scusa, tanto nessuno avrebbe protestato, poi aveva le spalle coperte. I romani non potevano accettare che un soldato fosse non-violento!!! La gente non poteva mettere in discussione la proprietà privata e se le tasse venivano pagate solo per i servizi elargiti al popolo…!
Gli extra-comunitari in Italia, pagano, secondo i dati statistici, 10 miliardi di euro in tasse; gliene tornano in servizi 2,5… e se qualcuno perde il lavoro rischia di non avere più diritto alcuno!
“Ma…” e qui Gesù divenne Gesù!
Questo fatto provocò una reazione in Gesù, che nessuno avrebbe sospettato. Uscì dalla sua vita tutta Dio e natura… e il vangelo dice che cominciò a predicare, che non vuol dire che fece quelle cose che facciamo noi preti in chiesa, quel misto di noia e di parole insignificanti… ma, dice il testo, si mise a gridare, perchè predicare vuol dire urlare con tutta la forza che si ha in corpo per farsi sentire da tutti…il Vangelo di Dio: non la rassegnazione, il compromesso, ma il fatto che Dio non può volere questo! E continua Marco riassumendo così le parole di Gesù: “il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo”, che tradotto vuol dire: “ adesso basta, questo è troppo, bisogna cambiare e credere che si possa veramente vivere in modo diverso, come Dio vuole!”
Pare che fosse molto arrabbiato Gesù quella volta… non è andato da Giovanni a dirgli: potevi essere un po’ più prudente, non così radicale, metterti da solo,contro tutti… Non è andato dalle folle che Giovanni ammaestrava a dire: bisogna rassegnarsi, non ci si può fare niente! No, Gesù, si è veramente arrabbiato… e fu così che Gesù diventò Gesù!
A quel punto non ha potuto più tirarsi indietro, anche se qualche volte sentiva la nostalgia del deserto, della solitudine, ma ormai non poteva più dirsi fuori dal mondo, e dal bisogno di urlare un cambiamento!
Cosa ci vuole a noi per arrabbiarci? Quanti bambini morti sono necessari, prima di dire che non esiste una sola ragione al mondo che giustifichi la violenza su un bambino Quante persone devono morire per dire che la proprietà privata non può venire prima del diritto alla vita.
Quante guerre prima di dire che le armi non si possono usare? Quando le chiese diventeranno casse di risonanza delle grida di chi dice: “BASTA” e non luoghi di ipocriti compromessi, come l’abbraccio del vescovo di Cagliari a Berlusconi nel seminario vescovile per inaugurare la campagna elettorale in Sardegna? o l’accoglienza di chi non vede neppure un inferno come quello della sohà? Quando ci si arrabbierà per difendere la vita, non solo quella vegetativa o embrionale, che alla fine non richiede nessuno sforzo personale, ma anche quella piena e cosciente di chi lotta per sopravvivere e spesso viene ributtato a mare senza che a nessuno venga in mente di salvarlo con un decreto!
Dice ancora il Vangelo che Gesù andò a discutere di queste cose nella sinagoga di Cafarnao e una persona cominciò a gridare dicendo che lui voleva rovinarli… è passato per un banale indemoniato, in realtà era una persona che voleva solo difendere la proprietà privata, il diritto alle armi, alla legittima difesa, alla guerra giusta. Ma Gesù urlò più forte fino a farlo tacere! Si procurò l’odio di tutti, ma non demorse dal predicare il vangelo di Dio… non scelse un altro vangelo! Ormai non poteva più fare a meno di essere il Gesù che la vicenda di Giovanni l’aveva costretto a diventare.
In questi giorni mi è capitato più volte di parlare della violenza che Israele ha scatenato contro Gaza. Non è questione di essere da una parte o dall’altra, ma non posso non gridare che nessuna giustificazione può essere accettata di fronte alla morte e alla violenza psicologica inflitta a dei bambini… se una giustificazione ci fosse allora credo che il vangelo di Dio è morto!