Incontro con i Sem Terra
Relazione a cura del Gagio
Celso Anghinoni
Esponente del movimento brasiliano dei Sem Terra (Senza Terra).
In visita al Castello di Sorrivoli il giorno 28-10-2003 per portare testimonianze da luoghi e situazioni di cui in Italia non si parla.
Incontro coordinato dalla Rete Radiè Resch
Celso siede in mezzo a noi nella grande sala del Castello, ormai il mese di novembre è alle porte e comincia a fare freddo, la stufa a legna di Don Pasquale è accesa e infonde ai presenti un sano calore.
Ha la carnagione olivastra tipica dei popoli sudamericani, gli occhi leggermente più stretti dei nostri e un berrettino rosso in testa col simbolo del movimento dei Sem Tera (MST).
Non ha bisogno di interprete, parla infatti un dialetto italo-brasiliano a noi abbastanza comprensibile che assomiglia molto a quello veneto.
La dittatura del ‘ 64 proibì di parlare la lingua italiana (che era molto in uso) nelle scuole brasiliane, ma lui come altri porta la testimonianza che una lingua è cosa impossibile da cancellare in un popolo…
Suo padre era un piccolo agricoltore che possedeva un pezzettino di terra nella regione del Paranà, frequentò la scuola per cinque anni ed era militante nella Gioventù, fu istruito dalla chiesa.
L’anno di svolta in cui si può dire che germogliò il seme del movimento fu il 1970, quando il governo costruì la maggior industria per la produzione di energia elettrica del paese.
Ci mise 10 anni ad essere pronta e dopo ciò il governo cominciò ad “indennizzare” gli agricoltori per le terre che l’ acqua della diga andò a coprire, solo che con le percentuali patuite agli agricoltori tornava indietro ben poco rispetto a ciò che era stato loro tolto… per 20 ettari di terra prelevati, infatti, un agricoltore non ne poteva comprare neanche uno con gli indenizzi messi a disposizione.
Nel 1980, però, dalla chiesa ebbe nascita un movimento che si battè per far ottenere alle migliaia di famiglie colpite un giusto indennizzo per le terre espropriate.
L’organizzazione ecclesiastica assieme al sindacato fece un volantino contenente passi della bibbia (trasmnesso poi anche per radio) col quale si riverndicavano i diritti maltolti a queste famiglie.
Nacquero i primi gruppi dei Senza Terra, inizialmente erano formati da 5-6- famiglie poi, già alla prima riunione dentro ad una chiesa, parteciparono più di 4mila persone.
Anche in altre regioni si formarono numerosi gruppi aderenti al movimento incentivati dalla chiesa, e questa fu per il paese una fase storica.
Il 24 gennaio del ‘94 ci fu il primo incontro nazionale di tutti i gruppi, in cui venne deciso che il movimento si sarebbe chiamato “MST de Brasil”.
Per 4 anni mandarono delegati e volantini al governo che però continuava a non dar loro le terre, così decisero di passare all’azione accampandosi nei terreni.
Inizialmente si accamparono 2000 famiglie, poi il numero andò in costante crescita.
Ad un certo punto il governo sembrò allentare la presa, concesse ai contadini diversi terreni solo che questi non erano fertili per esser coltivati, così le famiglie si spostarono in terreni più redditizi occupandoli.
Questo però non garbò tanto ai latifondisti, che da lì in avanti cominciarono a reprimere il movimento.
I latifondisti erano come grandi proprietari terrieri che avevano avuto i terreni dai governi che si erano susseguiti in passato, naturalmente grazie a svariate forme di nepotismo che privilegiavano amici e parenti di politici e ministri.
I Sem Terra cominciarono così a capire come funzionava il potere politico.
Iniziarono a studiar la storia politica del paese (che a scuola non insegnavano) e si accorsero che senatori, deputati e politici in genere erano tutti latifondisti.
La forma di occupazione fu il punto principale della lotta.
Mentre il movimento stava diffondendosi sempre più, il governo iniziava a promulgare ulteriori leggi per ostacolare i Sem Terra.
Dall’ 85 al 2003 ci sono stati ben 1280 assassinati tra i Sem Terra tra cui anche il fratello di Celso e oltre 12.000 arresti.
Nella lista delle persone da uccidere era inserito anche lui, il chè lo costrinse a fuggire e a stare per oltre 90 giorni fuori di casa.
Si è fatto 35 giorni in galera e, come quasi tutti gli altri, è stato arrestato senza mandato.
All’attivo ha subito 40 processi ma, per fortuna, c’è una rete di avvocati che in forma volontaria assite legalmente le persone colpite dalla repressione latifondista.
Per gli omicidi si sa chi furono i mandanti ma nessuno fece niente, tutto era un unico calderone tra polizia, governo e latifondisti (un’unica pignatta come dice Celso..).
La giustizia a quei tempi in brasile non funzionava, ora però con Lula le cose sembrano mettersi un pò meglio… anche se la situazione ancora non è delle più rosee.
Anche se al governo, infatti, la sua sinistra ha avuto solo il 36% dei voti, mentre la maggioranza è andata alla destra cioè ai latifondisti…
La stampa disse addirittura che i Sem Terra erano contro Lula ma questo non è vero, solo che loro non possono dirlo alla tv perchè non ne hanno dalla loro parte.
C’è infatti una forte criminalizzazione degli appartenenti al movimento da parte degli organi di stampa, che mostrano di loro solo immagini negative e violente.
689 canali radio e televisione sono in mano a soli 6 gruppi che controllano tutto.
I Sem Terra mandano tutti i loro bambini a scuola e per questo sono molto grati anche agli italiani che finanziano la costruzione di vari istituti nel loro paese.
Partendo dal punto cardine dell’istruzione vogliono insegnare ai loro figli il rispetto per l’ambiente e l’uso delle colture naturali piuttosto che i componenti chimici della Monsanto.
Nella sua fazenda sono oltre 320 famiglie, hanno la loro scuola (che è considerata una delle migliori del Paranà) e hanno vinto numerosi premi in diversi concorsi a livello nazionale.
Come Celso altri esponenti del movimento dei Sem Terra stanno girando i nostri paesi in cerca di aiuto e solidarietà, per portare conoscenze e testimonianze di ingiustizie passate da sempre in sordina ai nostri orecchi.