Incontro con la Rete Europea per la libertà nelle chiese

Domenica 8 Novembre 2005

Relazione a cura del Gagio

In questo novembre dove il freddo sembra farsi desisderare è venuto in visita al Castello un gruppo di sacerdoti ed ex sacerdoti facenti parte di un movimento (se vogliamo dir così) contrapposto alla chiesa tradizionale cattolica.
Si tratta della “Rete Europea per la libertà nelle chiese”. Relatore per il gruppo era Romeo Fabbri.
Questo movimento è nato 10 anni fa in Austria quando alcuni gruppi hanno stilato 5 punti come petizione popolare (quindi nata dalla base) nei confronti della chiesa cattolica.

I 5 punti sono i seguenti:

1) Chiesa di Fratelli e di Sorelle

Chiesa Fraterna e Sorerna ( termine quest’ultimo che esiste
nella lingua tedesca e non in quella italiana ).
Due ideologismi questi molto importanti perchè all’interno di
tali gruppi sono soliti usare prevalentemente linguaggi che
includano sia uomini che donne, non linguaggi che invece
escludono come i nostri.
Non ha senso infatti dire “Fratelli e Sorelle” all’inizio della
predica e per il resto parlare sempre al maschile.

2) Stessi diritti e doveri per Uomini e Donne all’interno della
chiesa, il che si commenta da sè.

3) Cancellazione del celibato obbligatorio

4) Una visione positiva della sessualità

In reazione al discorso fatto dalla chiesa che è un discorso
tutto sommato negativo:
cioè praticare l’esercizio della sessualità solo se sposati e in
funzione essenziale della procreazione.

5) “Messaggio della gioia invece che messaggio di minaccia”

In riferimento alla predicazione che il clero faceva riguardo a
ciò che “non andava fatto”.

Questi cinque punti sono stati sottoscritti in Austria da 500 mila fedeli, il Tirolo vi si è associato e solo qui sono state raccolte circa 18 mila firme.
I gruppi austriaci hanno inviato al Popolo Cristiano 5 lettere intitolate ” Lettere del Gregge ” (scritte cioè dal basso) in contrapposizione alle lettere dei vescovi (cioè della gerarchia).

La germania ha ripreso questi 5 punti pari pari e nel paese sono state raccolte 2 milioni e 500 mila firme.
Questo movimento si è diffuso in tutta Europa dove conta oltre 150 gruppi, negli Stati Uniti e in maniera minore anche in Sud America.

Ecco i nomi di alcuni dei gruppi che nel gennaio di ogni anno si ritrovano coi responsabili delle reti nazionali:

“Noi siamo chiesa” (Austria e Italia), “Per un altro volto della chiesa e della società”,
“Diritti e libertà nelle chiese” (Francia e Usa), “Uomini e Donne nella chiesa” (Francia),
“Chiesa dal basso” (Germania), “Gruppo Otto Maggio” (Olanda),
“Chiesa aperta” (Svizzera) e molti altri ancora.

Di cosa trattano nei loro temi:

Il nuovo testamento e la svolta costantiniana (tema che ritorna spesso negli studi degli storici),
cioè riscoprire la chiesa del nuovo testamento formata da chiese domenstiche ovvero case in cui si celebrava l’eucarestia e in cui ci si riuniva per pregare ed ascoltare la parola.
La costituzione base di queste chiese erano le beatitudini di Matteo Evangelista.

Dalla svolta Costantiniana nel 313 d.C. la religione cattolica fu ufficializzata, divenendo statale e adottando tutte le strutture che fino prima erano dell’impero: il Papa divenne l’imperatore dei cristiani, gli amministratoeri delle province i vescovi e i sottominstri preti.
Tutto venne messo in gerarchia.

La chiesa che oggi ci troviamo di fronte è una sorta di monarchia assoluta, in quanto si afferma nel diritto canonico che il Papa ha giuristizione ordinaria diretta su tutta la chiesa universale.
E’ una chiesa oligarchica in quanto c’è una gerarchia che discende dall’alto tramite il papa ed i vescovi, è patriarcale in quanto è una chiesa di maschi, che parla al maschile e che tiene le donne in posizione subordinata.
Infine possiamo dire che ha una struttura feudale.

Oggi si studiano molto questi problemi, ma il punto nodale che abbiamo nella chiesa cattolica è questo: i fratelli delle altre frange non avrebbero problemi a riunirsi nella chiesa cattolica se si risolvesse il problema del papato.
Non dell’esistenza del Papa che viene accettata, ma il modo in cui il papa esercita il suo ufficio.
Giovanni Paolo II fece una bella apertura dicendo che “si poteva discutere coi fratelli separati” ma il discorso si arenò in quanto Roma non accettò assolutamente tale possibiltà.

Se vogliamo il Papa come è adesso non c’è prospettiva di unione dei cristiani.
Inoltre, l’idea fondamentale che loro propongono, è che il vescovo sia pastore e non amministratore.

Un altro tema è quello dell’ordinazione delle donne e del celibato obbligatorio.
Ci sono gruppi di donne (ad es. l’associazione “Magdala” in Germania) che promuovono questo punto, una quindicina di loro stanno studiando teologia e hanno intenzione di diventare sacerdoti a tutti gli effetti.

Altro tema è quello del celibato obbligatorio.
Il celibato, certo, è un grandissimo valore, solo che dovrebbe essere volontario; in più una persona dovrebbe anche avere la possibilità di ripensamento nel corso della propria vita, se mai sentisse la necessità di cambiare il proprio voto.
Questo al fine di evitare brutte situazioni come quelle venute alla luce sui mass media, a proposito dei preti pedofili negli Stati Uniti d’America (3046 casi accertati dalla struttura giudiziaria).

Ultima cosa è la formula, venuta alla ribalta in questi anni a livello ecumenico, della chiesa in forma di comunità.
Dicendo che la chiesa è per sua natura comunità si dice tutto.
Chi è battezzato è parte della chiesa e ha diritto alla celebrazione dell’eucarestia.
Se i preti non ci sono bisognerà dare la possibilità anche alle donne di celebrare l’eucarestia, perchè è un diritto fondamentale della chiesa.
La famiglia è comunità e la parrocchia è comunità, la chiesa quindi deve essere comunione di comunità.

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One Response to “Incontro con la Rete Europea per la libertà nelle chiese”

  1. Betta Says:

    Cari amici, invio alcune informazioni a coloro ai quali possono interessare.

    MOLTISSIMI PRETI CATTOLICI SONO SPOSATI:

    POSSONO ESSERE TRANQUILLAMENTE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DI RITO BIZANTINO O COSTANTINOPOLITANO, cioè

    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA ITALO ALBANESE e ITALO GRECA IN ITALIA
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA GRECO MELKITA in Siria, Libano, Giordania, Israele e Gerusalemme, Brasile, Stati Uniti, Canada, Messico, Iraq
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA GRECO- CATTOLICA UCRAINA in Ucraina, Polonia, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Germania, Francia, Brasile, Argentina, Finlandia, Norvegia e Svezia
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI della CHIESA CATTOLICA RUMENA in Romania e Stati Uniti , della Chiesa RUTENA in Ucraina, Repubblica Ceca e Stati Uniti e della DIOCESI DI KRIZEVCI in Croazia, Serbia e Montenegro
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA MACEDONE
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA GRECO-CATTOLICA SLOVACCA in Slovacchia e Canada
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI della CHIESA GRECO-CATTOLICA UNGHERESE.

    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA GRECA in Grecia e in Turchia

    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA BULGARA
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA ALBANESE in Albania
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA RUSSA in Russia e Cina
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA BIEORUSSA
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA GEORGIANA
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA COPTA in Egitto
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA ETIOPE o GEEZ in Etiopia ed Eritrea
    (Nella lingua Tigrigna la lingua dell’Eritrea, Il “Keshi”
    è il prete sposato, mentre l’ “Abba” è il prete monaco, o celibe)

    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI di RITO ANTIOCHENO O SIRIANO OCCIDENTALE, cioè POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA MARONITA in Libano, Cipro, Giordania, Israele, Palestina, Egitto, Siria, Argentina, Brazile, Stati Uniti, Australia, Canada, Messico,
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA SIRA in Libano, Iraq, Giordania, Kuwait, Palestina, Egitto, Sudan, Siria, Turchia, Stati Uniti, Canada, Venezuela
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA SIRO- MALANKARESE in India
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA di RITO CALDEO, composta dalla Chiesa Caldea in Iraq, Iran, Libano, Egitto, Siria, Turchia, Stati Uniti e dalla Chiesa Cattolica Siro-Malabarese in India e Stati Uniti
    POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA di RITO ARMENO, in Libano Iran, Iraq, Egitto, Siria, Turchia, Palestina, Ucraina, Francia, Grecia, Argentina, Romania, Stati Uniti, Canada oltre ad altre zone dell’America latina o dell’Europa orientale
    Dunque si tratta di CHIESE CATTOLICHE di rito orientale.

    COME DICEVO; IN ITALIA POSSONO ESSERE NORMALMENTE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DI RITO BIZANTINO, NELLA CHIESA ITALO-GRECA e ITALO-ALBANESE:
    Diocesi di LUNGRO
    In provincia di Cosenza:
    a Lungro ( Sede dell’Eparchia), parrocchia di San Nicola di Mira
    ad Acquaformosa, parrocchia di San Giovanni Battista
    Castroregio, parr. Maria ad Nives
    Cantinella di Corigliano, parr.San Mauro
    Civita, Santa Maria Assunta
    Eianina di Frascineto, San Basilio il Grande
    Falconara Albanese, San Michele Arcangelo
    Firmo, Santa Maria Assunta in Cielo e
    San Giovanni Crisostomo
    Frascineto, Santa Maria Assunta
    Macchia Albanese di San Demetrio Corone,
    Santa Maria di Costantinopoli
    Marri di San Benedetto Ullano, San Giuseppe
    Plataci, San Giovanni Battista
    San Basile, San Giovanni Battista
    San Benedetto Ullano, San Benedetto
    Cosenza, SS. Salvatore
    San Cosmo Albanese, SS. Pietro e Paolo
    San Demetrio Corone, San Demetrio Megalomartire
    San Giorgio Albanese, San Giorgio Megalomartire
    Santa Sofia d’Epiro, Sant’ Atanasio il Grande
    Sofferetti di San Demetrio Corone, San Michele Arcangelo
    Vaccarizzo Albanese, Santa Maria di Costantinopoli

    I n Lucania,
    in provincia di Potenza:
    San Costantino Albanese, San Costantino il Grande
    San Paolo Albanese, Esaltazione della Santa Croce

    IN Puglia, a
    Lecce, San Nicola di Mira

    In Abruzzo, in provincia di Pescara
    Villa Badessa di Rosciano, Santa Maria Assunta

    Oltre alla eparchia di Lungro,
    In Sicilia c’è poi l’Eparchia di Piana degli Albanesi,
    con Piana degli Albanesi,
    Contessa Entellina,
    Mezzojuso,
    Palazzo Adriano
    Santa Cristina Gela.

    SIAMO IN ITALIA:

    Ecco il resoconto dell’incontro del Vescovo di LUNGRO col Clero coniugato.
    Una prassi più che naturale e normale, quella del clero coniugato, in Italia,
    fra i preti CATTOLICI di rito bizantino:

    (Tratto da “Notizie dall’Eparchia”, di Zoti Mario Aluise)
    Nella sua meditazione, il Vescovo è partito dalla considerazione del volto del Risorto, leggendo la Novo millennio ineunte.
    L’incontro col volto di Cristo ci porta alla conversione e alla salvezza e la Chiesa nel terzo millennio deve annunciare il volto di Cristo risorto. Questa testimonianza è compito particolare del sacerdote, e se è coniugato, questo è compito anche di tutta la sua famiglia. Alla missione del sacerdote coniugato partecipano anche la moglie e i figli, che devono vivere con zelo. Altro compito particolare del sacerdote è di essere l’uomo dell’Eucaristia. Nella tradizione orientale, solo il sacerdote ha contatto con l’Eucaristia. Il sacerdote e la sua famiglia sono consacrati a questa funzione: sono allo stesso tempo consacrati e consacratori degli altri. Terzo compito del sacerdote e della sua famiglia è di essere propagatori della pace.
    Al termine della meditazione del Vescovo, i presenti hanno preso la parola, comunicando le loro esperienze di come si cerca di testimoniare quotidianamente il volto di Cristo. L’incontro è terminato con il canto della Paraklisis, inno di invocazione alla Madre di Dio.

    Una riflessione.

    Non sorgono naturali le contraddizioni
    nella considerazione della obbligatorietà del celibato per i sacerdoti cattolici?
    Chi abbraccia il rito latino
    automaticamente dentro di sé scegliendo il sacro ministero sacerdotale dovrebbe in un certo senso essere “portato” a scegliere il celibato
    E chi abbraccia il rito bizantino riconosce
    la armonizzazione fra Matrimonio(che è sacro) e il sacro Ministero sacerdotale oltre
    che l’armonizzazione fra Celibato (che è sacro), e il sacro Ministero sacerdotale,
    nella scelta facoltativa dettata dal Carisma.

    Ma penso che si parli di carismi diversi.
    -La vocazione al Ministero sacerdotale è un Carisma.
    -La vocazione al Celibato o al Matrimonio
    è un altro Carisma.

    Ma non entriamo nelle dissertazioni.

    Certo che molti vivono il conflitto.

    Ho descritto una cosa che ritengo sia una contraddizione.

    Temo che l’apertura verso il dialogo interreligioso e speriamo anche “INTRARELIGIOSO”creerà non poche confusioni.

    Un saluto a tutti,
    Elsabetta

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