20 maggio 2009: Radio Uffa a Sorrivoli

I m e r c o l e d ì a l c a s t e l l o d i s o r r i v o l i
m e r c o l e d ì 20 m a g g i o
proiezione di

R a d i o U f f a

e incontro con
Lisa Pazzaglia, Raffaele Rago insieme ad altri amici ed amiche

 (scarica il volantino qui)

Radio Uffa” ultimo risultato dell’incontro umano e professionale tra due esperti di tecniche espressive (Lisa Pazzaglia: psicodrammatista Raffaele Rago: video maker), un gruppo di utenti ed operatori dei Centri di Salute Mentale di Cesena e di Forlì.
Lisa e Raffaele collaborano già da diversi anni alla realizzazione di questi progetti intendendo fornire attraverso un metodo integrato di psicodramma, video, “laboratorio cinematografico” le “competenze chiave” per favorire l’integrazione/reintegrazione di persone emarginate e svantaggiate nella società e nel mercato del lavoro.

E’ un percorso di gruppo, un viaggio, una “navigazione a vista” dove si realizza un esperienza che conduce all’acquisizione, alla riscoperta e al consolidamento di competenze relazionali e comunicative utili ed indispensabili alla creazione di rapporti interpersonali che possono aiutare la persona ad dattarsi/riadattarsi nei contesti socio-lavorativi.In particolare l’azione svolta da Lisa e Raffaele risulta essere strategica nell’ottica di favorire il superamento dei disagi legati al rischio di esclusione sociale, garantendo ai destinatari la possibilità di migliorare la qualità della loro vita e di sviluppare atteggiamenti attivi nei confronti dei contesti lavorativi, familiari e sociali.

Gli otto mesi di “viaggio” sono raccontati nel film documentario “RADIO UFFA” che è allo stesso tempo “mezzo e fine” del metodo sopra citato e che in modo efficace e divertito riassume il lungo lavoro svolto con gli oltre 30 partecipanti.

A distanza di 30 anni dalle legge Basaglia è ancora viva la necessità che il sistema sociale si interessi ai “matti”, agli esclusi, è questo un elemento indispensabile perché vi sia la reciprocità costante tra luogo di cura e società esterna, alla base di una possibilità vera di recupero.

Consideriamo questa nostra produzione video, frutto di un lavoro di gruppo, anche come uno strumento di sensibilizzazione, di mobilitazione. L’occhio del normale va alla ricerca dell’eccezionale, continuando a dare un messaggio ambiguo e stigmatizzante per chi lo subisce.


Come si fa a rappresentare l’altro che coesiste con la malattia?

Questo è il piano su cui si gioca anche attualmente

un’informazione responsabile della salute mentale.

 

  • alle ore 19.30 si cenerà insieme e seguirà
  • alle ore 21.00 la proiezione del film

 

per informazioni : 3394835462
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