Comunicato Stampa: XX edizione del Festival al via
Comunicato stampa: per ogni riferimento Giaime Barducci 348/4201215 – scarica qui il comunicato in formato pdf
ORGANIZZATA DALL’ UNIVERSITA’ DEI BURATTINI, DALLA ASSOCIAZIONE CULTURALE “IL CASTELLO” E DAL LOCALE CIRCOLO ACLI PARTE LA VENTESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DEI GRANDI BURATTINAI AL CASTELLO DI SORRIVOLI CON IL PATROCINIO ED IL SOSTEGNO DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FORLI’- CESENA E DEL COMUNE DI RONCOFREDDO
La Festa dei Grandi Burattinai al Castello di Sorrivoli compie vent’anni e per festeggiare degnamente la ricorrenza è stato programmato un calendario di notevole qualità che inizia sabato 18 agosto con un’ospitalità di grande rilievo: i burattini della famiglia Ferrari di Parma, giunta alla quarta generazione.
La serata del 18 inizierà alle 21,00 con lo spettacolo “La fonte portentosa” e proseguirà poi con la proiezione del film sulla dinastia dei Ferrari “The Puppeteers” prodotto negli Stati Uniti con la narrazione recitata da un attore d’eccezione: Ernest Borgnine oriundo parmense.
Dopo questa straordinaria apertura la Festa proseguirà con il ritorno di molte delle firme più prestigiose dell’Arte Burattinaia: da Walter Broggini a Is Mascareddas, Gigio Brunello, Romano Danielli e il Teatro del Drago.
I laboratori sono tre: lo scultore Natale Panaro quest’anno terrà un corso sul cartoncino ed insegnerà a produrre maschere che potranno poi essere riproposte in classe dagli insegnanti che parteciperanno. Sarà invece l’attore Claudio Madia, il primo storico conduttore della trasmissione “L’albero azzurro”a tenere un laboratorio di clowneria e giocoleria, mentre quello riservato ai bambini, anch’esso dedicato al mondo dei clown è tenuto da un gruppo di giovani professionisti di teatro da strada.
Un discorso a parte va fatto per un quarto evento laboratoriale a cura di Ferruccio Filipazzi, il noto attore introduce alla lettura del testo di Khalil Gibran “Gesù figlio dell’uomo” che si concluderà con una lettura pubblica corale alle 22,30 di venerdì 24.
La manifestazione, che si protrarrà sino a domenica 26 è ricca di incontri culturali pomeridiani dedicati all’Arte Burattinaia e del Teatro da Strada, mentre è stata allestita con inaugurazione alle 18,00 di domenica 19 la mostra di quindici anni di magliette disegnate da Tinin Mantegazza.
Altro interessante intervento è quello della giovane Sara Goldoni, vincitrice del concorso indetto dal Comune piemontese di Silvano d’Orba per il miglior progetto di produzione burattinesca.
Sono passati vent’anni da quando per la prima volta, nel cortile del Castello di Sorrivoli, si rappresentarono spettacoli di burattini. Ormai tra il pubblico ci sono anche i figli di qualcuno di quei bimbi d’allora. Sorrivoli è diventato un appuntamento annuale per il pubblico di genitori e bimbi del cesenate, ma anche, caso raro tra i festival, momento di incontro e confronto tra artisti del Teatro d’Animazione, infatti sono sempre più numerosi i burattinai che si accampano attorno al Castello per seguire tutta la rassegna ed i corsi di scultura e drammaturgia.
Dal 18 al 26 agosto la piccola frazione del Comune di Roncofreddo praticamente raddoppia la popolazione, e nasce una curiosa e simpatica sintonia tra residenti e ospiti: i burattinai o aspiranti tali vengono di fatto adottati dagli abitanti in un clima di festosità. Ogni anno vecchie amicizie si rinsaldano e nuovi amici vengono acquisiti, complice la piadina e l’ottimo sangiovese.
E’ interessante convivere l’esperienza che ogni anno si rinnova: sino a notte si discute, si propone, si inventa, si canta, si raccontano storie e progetti, si assiste agli spettacoli. I sorrivolesi ormai esperti dopo tanto veder burattini sono diventati critici raffinati, i burattinai, consapevoli del fatto, ne temono il giudizio che però sollecitano.
E’ un paese che si specchia nell’antica arte di questo particolare teatro popolare.
Fare il burattinaio seriamente non è facile, si tratta di un arte composita dove recitazione, scrittura drammaturgica, scultura, pittura e capacità manipolativa diventano un tutt’uno.
L’artista solitamente è solo in baracca, qualche volta affiancato da un collaboratore, difficilmente di più, ma è lui, il burattinaio titolare, a dare tutte le voci ai personaggi entrando ed uscendo dall’uno all’altro con rapidità funambolica.
Il mestiere li porta in giro per il mondo, vanno nelle piazze, nei teatri, nelle scuole e negli ospedali, difficilmente riescono a vedere gli spettacoli dei loro colleghi. L’occasione si offre a Sorrivoli, tra i filari delle vigne di Sangiovese: è un accampamento di giovani e vecchi teatranti dell’animazione che si arrangiano a dormire un po’ dovunque per tutta la settimana. Si mangia tutti assieme in lunghe tavolate: menù semplice di cucina romagnola, molta allegria, molta voglia di stare assieme. Incontri, laboratori, stage, spettacoli, tutto un susseguirsi di attività organizzate dall’Università dei Burattini, un’associazione di artisti ed intellettuali che ha come scopo principale la qualificazione di una professione troppo spesso considerata minore.
Le nuove leve di quest’arte sono giovani laureati che ottenuto il diploma in lettere o storia dell’arte, decidono di intraprendere il difficile percorso del Teatro d’Animazione.
Sono diciannove anni che i burattini hanno casa al castello di Sorrivoli, che è diventato uno dei più importanti, qualificati e qualificanti punti di riferimento di un’arte popolare che oggi sta vivendo il suo rinascimento.
Quattro anni dopo la prima Festa è nata anche l’Università dei Burattini, un centro studi su questo antico mestiere che ha già diplomato parecchi professionisti ormai considerati “maestri”.
Dall’anno scorso l’Università dei Burattini si è trasformata in “Università dell’Arte burattinaia e dello Spettacolo Popolare”, allargando naturalmente il proprio campo di ricerca e di interesse a tutto ciò che gravita accanto al teatro dei burattini con un occhio particolare a tutte le forme di teatro di strada.
In questa ottica assume un significato particolare l’invito rivolto ad un gruppo di giovani della Locride che hanno visto nel teatro di strada una forma di resistenza allo stapotere della criminalità organizzata in Calabria e di opposizione propositiva ai modelli proposti da una televisione spesso “imbecille”.Il gruppo formato da una quindicina di giovani e che si chiama “La Gurfata”, si fermerà ospite della festa per alcuni guiorni ed in collaborazione con il Centro per la pace di Cesena e “Libera” porterà in giro per la Romagna questa straordinaria esperienza.
Con la Festa prima e l’Università dopo s’è completato quell’ arco di attività teso a dare il massimo della qualificazione culturale a questa antica forma di Teatro ambulante.
Università dell’Arte burattinaia e dello Spettacolo Popolare ha curato la programmazione di questi nove giorni di spettacoli, incontri e laboratori che vedono coinvolte decine di Compagnie e di docenti.
Ma non sono solo gli artisti e gli studiosi impegnati nel programma ad essere presenti: l’annuale appuntamento coinvolge anche chi non è direttamente impegnato, sono infatti parecchi i burattinai che vengono a soggiornare durate la festa per poter vedere il lavoro dei loro colleghi e poter approfondire tematiche, intendimenti e tecniche.
A differenza di altre manifestazioni più orientate a far “vetrina”, quella di Sorrivoli è l’unica occasione di confronto e di dibattito su un “mestiere” che ha perso l’aspetto un po’ polveroso del passato per diventare una professione ricca di novità, culturalmente importante soprattutto per il rapporto sempre più stretto sia con il mondo della Scuola che con quello della Terapia. Oggi i burattinai più qualificati intervengono con funzioni assai impegnative negli ospedali e nei plessi scolastici: laboratori, stage e spettacoli sono i protagonisti di questi momenti sussidiari al lavoro pedagogico o terapeutico e di tutto ciò ne da testimonianza la Festa di Sorrivoli.
Altra importante caratteristica della Festa è quella della convivialità che rappresenta non solo la fonte principale del finanziamento degli spettacoli e degli stages, ma che nasce da una scelta precisa di costruzione di un luogo accogliente ed alla portata delle tasche di tutti, perché i burattini, è bene ricordarselo, sono una cosa seria!