In margine alla manifestazione del 10 ottobre contro il razzismo

- Un tale uscendo dalla chiesa si mette a protestare perchè quella manifestazione era un atto di violenza: lo aveva disturbato mentre stava cercando di concentrarsi in chiesa per la preghiera. Un altro parlando quasi a se stesso, ma ad alta voce ripeteva: “ma andate a lavorare!!!”
Sono due reazioni colte in margine alla manifestazione antirazzista del 10 ottobre a Cesena: bella, colorata, allegra, vivace e soprattutto giovane.
Sono tornato a duemila anni fa. Gesù usciva da Gerico, una città ricca, una città commerciale. Molta folla, in gran parte discepoli, lo accompagnava, orgogliosa di quella relazione privilegiata che erano riusciti a stabilire con lui. Ma qualcuno si mise a gridare nel tentativo di farsi sentire da Gesù. E quando i discepoli lo sgridano per farlo tacere, – forse faceva perdere loro la concentrazione, l’attenzione alle parole di Gesù, – lui grida ancora più forte. L’evangelista concentra il suo grido in queste parole: “figlio di Davide, abbi pietà di me!”.
Era un uomo cieco, che stava seduto ai margini della strada e chiedeva l’elemosina: aveva anche un nome: Bartimeo. Raramente nel vangelo si danno tante informazioni su una persona!
Gesù lo sente e si fermò. Anche quel samaritano che era in viaggio da Gerusalemme a Gerico, vedendo un uomo mezzo morto ai margini della strada si fermò, dopo che un sacerdote e un levita passati per caso erano andati oltre senza fermarsi.
E lo fa chiamare dagli stessi che prima lo avevano sgridato.
E questi cambiano atteggiamento: miracolo! Invitano il cieco a farsi coraggio e ad alzarsi. Questi con un balzo, gettando via il mantello, il simbolo della sua emarginazione, corre da Gesù.
“Che cosa vuoi che io faccia per te”.
Gesù capisce che quell’uomo non voleva più essere identificato per l’emarginato che vive di elemosina; che il problema non è la quantità dell’elemosina, ma la qualità della vita. E quell’uomo gli racconta la sua storia, le sue umiliazioni, i suoi sogni soffocati e che forse Gesù era riuscito a fargli risvegliare.
Chissà quanti di quegli immigrati presenti alla manifestazione avevano una storia simile! Loro che avevano buttato all’aria i loro “mantelli” per un viaggio che Gesù chiama fede…
E forse sarebbe stato un vero miracolo se quelle persone che stavano in chiesa per manifestare la loro fede, fossero uscite, si fossero fermate, e avessero ascoltato la storia dell’altro… magari anche col vescovo!
Gente che gridava il proprio disagio, chiedendo non elemosina, ma lavoro, a partire da un semplice permesso per non stare ai margini della strada…
Gesù dice a quel cieco che la sua fede lo aveva salvato e il cieco vide davanti a sè una strada e prese a percorrerla con Gesù.
Ma quella strada portava a Gerusalemme, il cuore del potere politico e religioso! Mi son chiesto perchè quel cieco chiama Gesù ”figlio di Davide”, così come lo chiameranno i bambini al suo ingresso a Gerusalemme.
Gesù era molto attento alle parole, a come lo interpellavano. Quando un tale lo interrogò con le parole; “maestro buono”, lo interruppe subito dicendo che quell’aggettivo non gli competeva perchè nessuno è buono, neppure lui! Mentre non rifiuta l’appellativo di figlio di Davide.
Davide era stato il re per eccellenza del popolo d’Israele, un re bambino, un re senza potere, un principe della pace, uno che avrebbe cambiato le lance in falci, che avrebbe fatto convivere il lupo con l’agnello, avrebbe stabilito il diritto e la giustizia…
L’espressione quindi ha un forte accento politico e sia il cieco che Gesù sono consapevoli che il problema non è solo spirituale, ma anche politico. Occorre risvegliare la coscienza, ma poi provocare la politica.
E i due si avviano insieme verso Gerusalemme per scontrarsi col potere politico e religioso.
Non sarà molto dissimile l’ingresso di Gesù a Gerusalemme dalla manifestazione antirazzista…anche allora confusione allegria, entusiasmo, soprattutto nei giovani, tanto che anche lì qualcuno tentò di farli tacere.
Poi, come al solito Gesù si lacsia prendere la mano ed esagera. Va nel tempio e butta per aria i tavoli dei cambiavalute, dei mercanti… E’ l’imprudenza dei giovani… penso in questo momento a ciò che è successo a d. Alessandro Santoro… ma a quelli come lui va la simpatia l’affetto, la stima perchè sanno risvegliare i sogni…
Certo Gesù è stato arrestato, condannato, ucciso… ma almeno rendiamogli atto dei veri motivi: la religione e la politica non possono esimersi dal confronto con le storie di chi si vorrebbe solo relegato a chiedere l’elemosina!
La sua morte è conseguenza del fatto di aver chiamato fede un grido di ribellione, un salto di gioia, un sogno, una speranza, una lotta!

  • Share/Save/Bookmark

Leave a Reply