Parlare d’altro

A Gesù piaceva camminare e parlare.  Era per le strade della Galilea: la sua mente era presa dalla morte di Giovanni Battista, una morte ingloriosa, una morte nella solitudine e nello squallore di una cella. Nessuna difesa, nessun amico…una vittima coi suoi carnefici…chiedendosi se ne era valsa la pena di sacrificare una vita in quel modo.
Questi pensieri occupavano la sua mente e quasi parlando tra sè diceva: “il figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e questi lo uccideranno…”
L’evangelista dice che chi lo seguiva non capiva cosa volesse dire, ma non osavano interrogarlo!
E’ cosi difficile entrare nei pensieri di un altro?
E perchè se non si capisce non si fa il gesto umile di chiedere?
Riportando questo sintomo della prima comunità di credenti, forse gli enangelisti volevano ricordare alla chiesa che non è facile comprendere la parola del suo maestro, allora come oggi, e che la paura di farsi troppo coinvolgere a volte  porta a non interrogare, a non fare domande.
Cosa voleva dire Gesù quando usava l’espressione “figlio dell’uomo”?
Noi l’abbiamo identificata con “figlio di Dio”, il che potrebbe essere vero, se però chiariamo il significato che Gesù dava a questo termine. Figlio dell’uomo per Gesù, e l’uomo nella sua condizione umana, spoglia di tutto: è quell’uomo che non ha altro connotato che la sua nuda umanità.
Per essere figlio di Dio non deve servire altro.
Quando a Gesù viene chiesto se era figlio di Dio e lui rispose di sì, fu solo quando era sotto processo, senza difese, senza potere, nudo e solo…
La domanda che Gesù si fa è: come è possibile che un uomo nella sua povertà, nudità, quando si consegna nelle mani di altri, anzichè trovare aiuto trovi la morte? Perchè la sola condizione umana non è sufficente perchè mani umane sentano compassione?
Continua il vangelo dicendo che giunti a Cafarnao, Gesù chiese ai discepoli di cosa avevano parlato lungo la strada. Ancora una volta si dice che essi tacevano…perchè, dice ancora il vangelo, avevano parlato d’altro, avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
Forse pensavano che se uno vuole ottenere qualcosa nella vita non può presentarsi soltanto con la sua umanità senza alcuna credenziale: almeno un documento, almeno una cultura d’appartenenza, almeno un abito decente, almeno un pò di soldi, almeno un lavoro,almeno…
E qui Gesù prese in braccio un bambino…bisogna averne cura come un figlio, non ucciderlo, perchè la sua vita dipende dalle mani di qualcuno…
Che prospettive ci sono per Josephine, clandestina, sequestrata, abusata, messa incinta a 16 anni, che non sa come fare per non perdere l’amatissima bambina, figlia del sopruso?
Le parole di Gesù suonano con una verità sconcertante: Il figlio e le figlie dell’uomo saranno consegnate alle mani degli uomini e questi mani anzichè dare loro la vita offrono loro la morte!
Ma hanno ragione i discepoli: meglio parlare d’altro!
Forse Gesù voleva mettere in guardia la chiesa sui discorsi da affrontare, invitandola ad accettare le sue provocazioni, ad accettare il dialogo, a fare domande e a non evadere parlando d’altro!

 

  • Share/Save/Bookmark

Leave a Reply