Intervista ad Elena Baredi
Il Festival verso il gran finale – Intervista al direttore artistico Elena Baredi
Si appresta ad entrare nel gran finale la XIX edizione del festival dei Grandi Burattinai di Sorrivoli. Particolarmente ricco il menù della serata di venerdì 25 agosto, penultimo giorno di spettacoli (ricordiamo che domenica si terrà infatti soloun saggio finale da parte dei laboratorio dei bimbi e delle bimbe di Sorrivoli).
Ore 21 – Il soldatino di piombo, messo in scenda dalla compagnia “Il teatrino dell’erba matta“. Un grande del teatro d’animazione, come De De Bernanrdo, porta in scena una delle favole più classiche della narrazione per bambini, adattandola con orginalità al contesto burattinesco.
Ore 22,30 – Ferruccio Filippazzi in “Se mi ricordo ancora…”, omaggio a Tinin e Velia Mantegazza e Natale Panaro. Ferruccio Filippuazzi è uno dei più importanti attori di teatro per ragazzi, e con quest’opera vuole ringraziare i tre autori per avergli scritto, circa vent’anni fa, un testo apposta per lui. Dal ricordo di quel testo nasce il titolo della nuova rappresentazione, appunto “Se mi ricordo ancora…”, dopo tutti questi anni.
Intervista ad ELENA BAREDI, codirettrice artistica del festival con Tinin Mantegazza

SORRIVOLI – Dire festival dei burattini a Sorrivoli quivale a dire anche Elena Baredi. Direttrice artistica, una di quelle figure che curano la manifestazione in ogni minimo dettaglio tecnico ed organizzativo: niente succede che Elena non voglia o non sappia. “Posso praticamente affermare che dal punto di vista professionare sono cresciuta a Sorrivoli – spiega – ho imparato prima di tutto guardando come lavoravano le compagnie che chiamavamo ad esibirsi. Per le prime quattro o cinque edizioni guardavo tutti gli spettacoli da dietro per carpire i trucchi ed i segreti del mestiere. Poi ho imparato e dal 1990 il mondo del teatro per ragazzi per me è diventato un mestiere”. Certo, non può essere sufficiente per diventare artisti in questos settore osservare solo qualche spettacolo da dietro il teatrino: “La cosa fondamentale per chi si vuole avviare in questo mondo è studiare tantissima teoria, studiare il teatro in generale – prosegue Elena Baredi – la formazione di un proprio bagaglio teorico di conoscenze costituisce una tappa fondamentale. Occorre leggere tanto per acquisire anche una certa sensibilità artistica, colta e raffinata”. Dalla teoria alla pratica però il passo non è semplice: “Per me la fatica piùù grande è stata quella di imparare i trucchi del mestiere – riprende sorridendo la diretrice artistica del festival – perchè non si possono semplicemente imitare. Non è cioè possibile ripetere pedissequamente ciò che fanno altri artisti: una volta carpiti i segreti tecnici le abilità professionali devono poi guadagnare una certa specificità ed originalità per essere messe in scena. Un artista le deve fare sue: non si può semplicemente imitare”. L’ultima battuta è d’obbligo sul festival di Sorrivoli e su quello che rappresenta per il territorio: “Si tratta di una manifestazione che ha dato molto al territorio ed ha fatto crescere rraltà importanti – conclude Elena – basti guardare a Cesenatico, dove sono sorte manifestazioni anche di più settimane, ben sette nel caso di ‘Burattini in riva al mare’, che tra l’altro è la più grande manifestazione del genere in Italia: bene, tutto è nato dopo Sorrivoli. Questo festival e questo castello sono stati l’inizio di tutto”.