Ogni città italiana ne adotti una libanese

Ogni città italiana ne adotti una libanese
Appello dell’ex ambasciatore italiano in libano, Giuseppe Cassini

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Il Libano é ben più di un Paese, é un Messaggio. E’ un Messaggio miniato dove risalta in eleganti lettere arabe la parola “musàlaha”, quello spirito di conciliazione che invita alla convivenza tra culture, religioni, etnie diverse: nel caleidoscopio libanese ce ne sono 17, tutte unite dal Messaggio. Fin dalla notte dei tempi, da quando Gilgamesh il Sumero lasciò la Mesopotamia per salire la Montagna dei Cedri in cerca dell’immortalità, ogni conquistatore del Lubnan el-karim – egizi, babilonesi, persiani, macedoni, romani, crociati, ottomani, francesi – ha riscoperto il Messaggio e ne é rimasto conquistato.
Cinquemila anni di invasioni non hanno distrutto il Libano; ne hanno anzi rafforzato la straordinaria disponibilità ad accogliere non solo mercanti genovesi e veneziani, ma anche profughi armeni, ebrei, curdi, palestinesi…Se si volesse rendere giustizia a quella terra, sarebbe appropriato donare una Statua della Libertà al porto di Beirut ed innalzarla sulle rovine del Faro che l’aviazione israeliana ha abbattuto nei giorni scorsi.
Ora é il momento di contraccambiare. Ascoltate Khalil Gibran, grande tra i poeti libanesi: “La mia gente muore di fame nella terra ricca di latte e miele, e chi non perisce di fame viene sterminato a fil di spada”. Noi italiani abbiamo il dovere di salvare quella gente custode del Messaggio. L’abbiamo fatto per secoli, ospitando in Italia il principe Fakreddine in fuga dagli ottomani, inviando un vero contingente di pace durante la guerra civile, entrando per primi nel Sud del Libano “liberato” sei anni fa, intervenendo laggiù con un programma specifico di assistenza. Ora é giunto il momento che ogni città martire libanese sia “adottata” da una città italiana, che ogni ospedale sovraffollato sia “adottato” da un ospedale italiano, che ogni edificio scolastico pericolante sia “adottato” da una scuola italiana.
Nelle attuali tensioni con il mondo islamico nulla é più importante che preservare il Paese del Messaggio, perché é il solo in grado di spiegare l’Occidente all’Oriente e l’Oriente all’Occidente. Distruggere il Messaggio equivale ad ipotecare il nostro stesso avvenire.

Giuseppe Cassini
(ex ambasciatore d’Italia a Beirut)

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One Response to “Ogni città italiana ne adotti una libanese”

  1. Il diario di Sorrivoli » Blog Archive » Camminata Carpineta-Sorrivoli per il Libano Says:

    [...] l’ex ambdasciatore italiano in Libano Giuseppe Cassini, autore della lettera appello “Ogni città italiana ne adotti una libanese” reperibile su questo sito. Ci mettiamo in cammino con [...]