Grazie di tutto William!

Grazie di tutto William!

di Pasquale

La bara di William stava per essere calata nella fossa appena scavata quando è risuonato il grido di un suo amico: “Grazie di tutto William!”. Nessuno ha saputo trattenere le lacrime e un lungo applauso.
William aveva 43 anni! Una morte violenta lo ha stroncato.
In quel momento ho pensato ad un episodio della bibbia: Abramo aveva un figlio, avuto quando ormai era vecchio e Dio ad un certo punto gli chiede di salire sopra un monte e di sacrificarlo… e Abramo parte con Isacco e la legna per il sacrificio. Quando Isacco si rende conto della sua sorte non vi si sottrae, non vi si oppone non vi si ribella…
Perchè Dio chiede ad Abramo di sacrificare il suo figlio, il suo unico figlio che aveva tanto desiderato e che amava? E perchè accetta di compiere un gesto così inaudito?


Abramo è il padre di tutte le famiglie della terra, rappresenta l’umanità!
Mi chiedo: perchè William, perchè Andrea, perchè Stefano, perchè Maria Grazia, perchè Luna…perchè Alberto, perchè Enrico…perchè tanti giovani, bambini, muoiono? Malattia, incidente o suicidio li hanno sacrificati!
Perchè la nostra società, l’umanità del nostro tempo sacrifica tanti dei suoi figli?
Le cause della loro morte dimostrano come questi non avevano nessun potere di opporvisi.
Capita sempre più spesso di sentire stragi all’interno di famiglie… nessuno aveva mai sospettato niente,,,
Ho parlato in questi giorni con una , poi con un’altra famiglia… debiti accumulati negli anni, morosità nel pagamento dell’affitto, multe non pagate e quindi lievitate a non finire, lavoro precario… nelle graduatorie dei servizi non rientrano nei casi gravi! Nascono tensioni interne…: con chi prendersela se non con la moglie, il marito o i bambini che diventano, per assurdo, la causa di tutti problemi: è sempre fra deboli che ci si fa del male! Che distanza c’è tra questa situazione di solitudine , di impossibilità a far fronte con prospettive reali a questi problemi per uscirne e la disperazione di compiere un atto “folle”, diremmo noi, per smettere di soffrire?
C’è un particolare nel racconto biblico che per tanto tempo mi è sfuggito ed è, che, quando Abramo sta per alzare il coltello su Isacco, Dio interviene in maniera perentoria: “Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!”
Questo episodio forse sarebbe da leggere partendo da queste parole!
Non è Dio che vuole la morte, il sacrificio del più debole, anzi sembra essere l’unico a prendere le difese di Isacco. Dice ad Abramo, dice ad ogni generazione nei confronti dei propri figli: “non fargli alcun male”.
C’è una società di padri e di madri che non è capace di difendere la vita dei suoi figli e questi non hanno energie per potersi difendere da soli, allora si da la colpa a Dio, al caso o al destino! Ma il Dio di Abramo non vuole sacrifici!
In occasione della morte di Andrea a causa di un incidente stradale prima della messa un giornalista mi chiese:” che cosa dirai ai giovani?” – “Niente”, risposi!
Perchè l’altra tentazione subdola è quella di dire ai giovani di esere prudenti, di smorzare i loro entusiasmi, di non rischiare la vita di non giocare con la vita… di non essere più giovani, facendo ricadere la responsabilità di tutto su di loro.
Non si può smorzare l’entusiasmo di un giovane: sarebbe come ucciderlo dentro, come impedirgli di sognare, a costo di sbagliare o di sembrare trasgressivo, nel tentativo di lottare per un mondo più bello o comunque diverso.
Noi adulti vorremmo sempre uniformare le nuove generazioni al nostro modello…
La vita è un viaggio, come quello compiuto dall’uomo del vangelo da Gerusalemme a Gerico. Ma la strada è infestata di ladri e briganti, che rischiano di percuoterti e lasciarti mezzo morto ai margini della stessa, nell’impossibilità di riprendere da solo il cammino. Passano un sacerdote e un levita e vanno oltre… passa un samaritano e si ferma , lenisce le ferite versandovi olio e vino e lo aiuta a proseguire caricandoselo sulle spalle…
Se la chiesa e la società non possono o non vogliono fare nulla, chi allora…?
Chi ha compassione di un giovane che affrontando la strada della vita rischia di imbattersi in briganti capaci di derubalo di lascialo mezzo morto lungo la strada…?
Chi è capace di impedire questa violenza e dire: “non fargli alcun male!”
Grazie di tutto William, perchè, quasi a voler sdrammatizzare, hai lasciato a tutti un sorriso scanzonato; grazie anche a tutti gli altri, e, scusate se non siamo stati capaci di lenire le vostre sofferenze: non abbiamo mai pensato di portare tra i nostri bagagli olio e vino…

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