15.04.11
Ascoltatelo
Si chiamava Simone, ma da subito Gesù lo chiama Pietro, non
tanto perchè su
di lui voleva costruire la sua chiesa, ma perchè aveva la testa
dura come una
pietra. Giacomo e Giovanni invece avevano una mamma molto
intraprendente la
quale pensò bene di raccomandare i suoi figli perchè, nel suo regno
potessero
stare uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra.
Tutti volevano dare consigli a Gesù, sui tempi e sui modi per
instaurare il
suo regno.
Tutto era iniziato nel deserto, quando si presentò a lui un esperto
di
politica interna, di politica economica e anche di religione per
pianificare la
sua campagna elettorale. Fu licenziato con un "vattene
satana!".
E quando Gesù prospetta a Pietro un percorso di sofferenza,
incomprensione e
morte arrivano i suoi consigli: "ci siamo qua noi! Con un pò
di diplomazia
sceglieremo i tempi e i modi giusti per non fare passi
falsi."
Anche a lui Gesù dice: "vattene satana!".
E' a questo punto che prende con sè Pietro, Giacomo e Giovanni e li
conduce
sopra un monte alto. E lì a spiegare come "la cima di un monte non
è un
traguardo, ma uno sbarramento - direbbe Erri de Luca - è un
affacciarsi sul
vuoto all'insù!" per ascoltare la voce delle nuvole e dela natura
nel suo
insieme.
Poi chiama come testimoni Mosè ed Elia, simboli della storia di un
popolo che
per instaurare un regno, ogni volta che credeva di aver raggiunto
l'obiettivo
si ritrovava ad aver instaurato un regime.
Questa storia finisce con una sentenza dall'alto: "questi è il mio
figlio
prediletto: ascoltatelo!".
Si dice che i tre caddero con la faccia a terra, presi da un grande
timore.
E' una resa totale. La parola di Dio fa sempre paura...tranne che a
noi oggi!
E' questa contraddizione che mi lascia più perplesso: una parola
che dovrebbe
fare paura risulta blanda, autoreferente. Probabilmente non è più
la stessa
parola che ha smontato e distrutto le sicurezze di quei tre.
"Ascoltatelo...!" Ma chi dobbiamo ascoltare? Frettolosamente
abbiamo fatto un'
equazione: Dio dice di ascoltare Gesù, Gesù dice di ascoltare gli
apostoli, gli
apostoli dicono di ascoltare la chiesa, la chiesa di ascoltare il
papa, i
vescovi, i preti... semplificazione sbagliata! Quel figlio che la
voce dal
cielo dice di ascoltare, citando un'espressione del profeta Isaia,
è
semplicemente, ma anche esclusivamente quell'uomo che cerca di
portatre "il
diritto e la giustizia" fino agli estremi confini della terra e
questo
necessariamente gli procura persecuzione e violenza... quello che
Gesù
intravvede per sè!
Questi e solo questi è l'uomo da ascoltare e non conta il ruolo
che uno
ricopre: il ruolo non autorizza a parlare in nome di Dio.
E' la voce di Gino Strada che di fronte all'ennesimo conflitto si
ribella all'
idea che debba essere ancora solo la guerra l'unica risposta
Il "vattene, satana!" di Gesù risuona come un grido di libertà, di
dignità, di
fronte ad una parola svuotata come quella usata da Giuliano Ferrara
per
giustificare situazioni dettate solo da interesse e piacere.
E' un grido come quello di don Alessandro Santoro, prete delle
Piagge a
Firenze che di fronte ad un sempre maggior ostracismo da parte di
una chiesa
gerarchica e autoritaria dice: "non voglio essere nè sfiorato, nè
confuso" da
questa, ma rivendica il diritto di gridare:"ridateci Gesù!"
E' il senso di libertà provato nell'ascoltare Erri de Luca quando
diceva di
non essere credente, ma che amava scalare le cime dei monti, come
Mosè, il
primo alpinista della storia, per affacciarsi su quel "vuoto
all'insù" per
percepire la divinità che vi si accostava.
E Mauro Corona che col suo bicchiere in mano diceva i suoi sforzi,
i suoi
fallimenti, il suo essere a terra in attesa che qualcuno come fece
Gesù coi
suoi tre amici gli si avvicinasse per rialzarlo , fargli coraggio e
riprendere
il cammino, senza avere paura dei suoi limiti, ma senza
cercare scorciatoie
alla fatica del vivere.
Quell'uomo che mette in gioco la propria vita è l'uomo che Dio
predilige e che
ci dice di ascoltare. Solo chi porta sulla propria pelle il peso
delle parole
che dice ha il diritto di essere ascoltato: di tutto il resto Gesù
dice di
tacere! Questa parola, terra di incontro tra l'uomo e Dio non si
piega all'
autorità sacra o profana, perchè è una parola che entra nella
coscienza e non
ne esce più.
Questo io credo. E per questo ringrazio Alessandro, Erri, e Mauro
per aver
lasciato a Sorrivoli un pezzo della loro vita.
Pasquale - Sorrivoli 3 aprile 2011