27.05.09
Avete qualcosa da mangiare?
Era una mattina di primavera prima dell'alba, quando sette di
quei discepoli che avevano seguito Gesù fin dall'inizio con
entusiasmo, affascinati dal suo sguardo ancor prima che dalle sue
parole, tornati in Galilea da dove erano partiti, stanchi per le
emozioni vissute a Gerusalemme, quelle che avevano coinvolto il
loro maestro, su proposta di Pietro decidono di andare a
pescare.
Forse più per lasciarsi cullare dalle acque del lago che per
prendere pesci.
Quel lago che era stato testimone di tante loro confessioni,
silenzi e risate.
Si dileguano trasportati dalle onde verso il centro del lago,
attratti più dalle stelle che dai pesci.
Alle prime luci dell'alba ritornano a riva senza aver preso nulla,
ma allegri. Era più importante aver trascorso un'ora coi loro
pensieri, senza nessuno che facesse domande indiscrete, da far
riemergere il loro passato coi suoi sogni infranti.
Ma, ecco che sulla riva si staglia la figura di un uomo,
dall'atteggiamento famigliare, anche se dai lineamenti
confusi.
Sembra voler rompere quell'incantesimo. Li importuna con una
domanda imbarazzante: "avete qualcosa da mangiare?" Si limitano a
dire, quasi a voler chiudere subito la conversazione: "no!".
Lo sconosciuto insiste: "Gettate la rete dalla parte destra…"
Lo dice con una autorità a loro famigliare: non è possibile fare
obiezioni!
La rete si riempie!
E' Giovanni a dire, col suo intuito di sempre: "è il
Signore!".
Pietro si butta in acqua, stavolta senza le paure di un tempo.
Arrivano a riva, la brace è pronta, c'è addirittura del pesce
sopra, ne portano di quello appena pescato, mangiano in silenzio,
non osano rompere l'atmosfera che si era creata.
Dice l'evangelista: questa era la terza volta che Gesù si
manifestava ai suoi discepoli, di fatto è anche l'ultima!
Vista la drammaticità del momento, vien da dire che forse era il
caso di parlare di dottrina, di dogmi…di vangelo!
Invece no! "Avete qualcosa da mangiare?". Solo una domanda, per
giunta quasi banale! Se doveva essere una scusa per dimostrare che
era risuscitato, avrebbero almeno potuto concludere il racconto con
un abbraccio, una specie di foto ricordo! Il racconto dice che
nessuno osava chiedergli chi fosse, tanto che al lettore resta il
dubbio!
E se invece questo fosse il vero e unico modo di manifestarsi di
Gesù, come io credo? Occorre prendere seriamente questo racconto,
proprio perchè è l'ultimo di Giovanni!
Se uno sconosciuto ti chiede qualcosa da mangiare, non rispondere
di no,
prova a vedere se hai investito le tue energie dalla parte
sbagliata. La destra di Dio è sempre la parte dove stanno i poveri,
quelli delle beatitudini, quelli del giudizio universale che hanno
dato qualcosa da mangiare a chi aveva fame, quelli che Dio tiene
sotto la protezione della sua mano.
E se uno chiede qualcosa da mangiare non devi chiedergli chi sia:
la sua domanda è più importante della sua identità!
Forse è solo questo essere testimoni della resurrezione!
Verrebbe da chiedersi: "Gesù, quando parlava, parlava di
vangelo?".
Forse no, ma certamente parlava di ciò che sta a cuore a
molti.
Chi di noi non ha chiesto seriamente: "avete qualcosa da mangiare?"
e purtroppo si è sentito rispondere: "No!" oppure: "chi sei?"
…e se ne è andato più vuoto di prima…
Sorrivoli 13 maggio 2010