31.03.10
Democrezia nella chiesa
Il card. Bertone, segretario di stato del Vaticano, in una
lezione all'università di Breslavia, in Polonia, definisce la
democrazia, un sistema di governo che si basa "sulla ripartizione
del potere", e per questo non può essere assunto dalla chiesa,
perchè il vangelo non può essere condizionato da una maggioranza, e
il rapporto tra gerarchia e popolo di Dio non può mai essere posto
in termini di ripartizione di potere, e, l'opinione sia pure di una
maggioranza non può sostituire la fede! Ma la prassi della chiesa
delle origini non era così! Negli Atti degli apostoli, in quello
che può essere definito il primo concilio, la decisione finale fu
presa "dagli apostoli, dagli anziani e da tutta la chiesa". E
questa prassi andò avanti fino a Costantino. Che casa è cambiato?
Allora la chiesa era composta di persone povere e senza potere,
apostoli compresi. Quando tutti si è poveri, sullo stesso piano, è
più facile riconoscere a tutti lo stesso valore e potere. Oggi
nella chiesa ci si riconoscono persone che ostentano potere e
ricchezza e non sono disposte a mettere al vaglio della maggioranza
le loro idee o privilegi. Ci può stare che la verità non possa
essere divisa, ripartita, ma tanto meno può essere monopolio di una
minoranza che non rispecchia il contesto e la voce che Gesù aveva
scelto per annunciare il vangelo. "Il vangelo non è una dottrina
che vale indipendentemente da chi l'annuncia. Non è una dottrina,
ma un annuncio: la sua forza è strutturalmente connessa alla
testimonianza. Non è possibile un annuncio di povertà e di pace
senza essere poveri e amanti della pace." (E. Balducci) Non tutte
le bocche possono dar voce alla parola di Dio, (anche il diavolo
nel deserto usa la bibbia per rivolgersi a Gesù!) non tutti i
luoghi o interlocutori possono essere spazio per far risuonare la
parola di Dio (in casa di Erode Gesù non disse una parola!) Allora
il vangelo è tale solo partendo dalla bocca che lo annuncia, dal
luogo in cui viene annunciato e in riferimento alle persone a cui è
indirizzato. Penso ad amici, preti e non, che la gerarchia, per la
difesa di una verità rigida e statica, ha tagliato fuori dalla
comunità. Penso ad Alessandro Santoro, prete delle Piagge, (FI) che
da più di tre mesi è sospeso da ogni incarico senza che gli sia
stata offerta nessuna prospettiva. Penso a Jon Sobrino di qualche
anno fa… Ma quale verità si tratta di difendere? Quando Pilato si
trovò davanti a Gesù e gli chiese: "che cos'è la verità?", lui non
gli rispose, perchè la verità non è una "COSA". La verità è ciò che
nasce da una relazione da cui ci si lascia coinvolgere. Fare la
verità, era l'espressione che Gesù amava. Per Pilato la verità da
fare era che, dopo aver proclamato per tre volte, l'innocenza di
Gesù, avrebbe dovuto liberarlo. Avrebbe fatto la verità!!!… e
invece per una verità di comodo e paura l'ha lasciato morire. Le
verità della gerarchia inibiscono, tarpano le ali, bloccano i
viaggi di chi, come quel samaritano che percorreva la strada da
Gerusalemme a Gerico vedendo l'umanità nel suo bisogno di
liberazione, si fermò versando su quell'uomo ferito olio e vino:
cose che leniscono le ferite e rallegrano il cuore: creò un nuovo
culto, con nuovi riti, nuovi spazi sacri. La chiesa dovrebbe essere
un esempio di democrazia, e sapere dare voce alla vera maggioranza
dell'umanità, quella che Gesù sul monte delle beatitudini
sollevando lo sguardo indicava come poveri, afflitti, miti,
operatori di pace, affamati e assetati di giustizia e per questo
perseguitati … Questa è da sempre la vera maggioranza dell'umanità.
Ma c'è solo un modo per annunciare il vangelo a questa folla che
Gesù mette davanti agli occhi dei suoi discepoli allora e della sua
sua chiesa oggi: vivere con loro! Non lo si può annunciare da
nessuna posizione di potere, nè di sicurezza che teme il confronto,
così, si finisce per rivendicare una infallibilità che è solo paura
e difesa di privilegi. Sia Pietro che Gesù mai si sono ritenuti
infallibili…. più volte si sono resi conto, incontrando persone,
lasciandosi prendere dalla compassione e dalla simpatia che le loro
posizioni andavano modificate.