05.12.16

Non c'è giustizia senza casa

Era una di queste domeniche autunnali quando i colori incantano e la temperatura è quasi primaverile. In un prato abbiamo fatto la messa, abbiamo mangiato...ci è sembrato di essere a casa.

Il vangelo parlava di due personaggi che si erano recati al tempio a pregare: uno era fariseo, l'altro pubblicano. C'erano molti bambini e tanti adulti. Non si capiva bene chi accompagnava chi...insieme pregavano.

Mentre nella parabola il fariseo era preoccupato di prendere le distanze dal pubblicano e la sua preghiera guardava dall'alto in basso, quella degli adulti si è come liberata e lasciata prendere da quella dei bambini: caratterizzata soprattutto dall'allegria. Bisogna ammettere che i bambini seduti su quel prato non erano molto seri: parlavano, giocavano, ridevano. Ma erano belli, sereni. Forse perché si trattava dei loro figli, gli adulti non si sono irritati e penso che il Signore per una volta avrà sorriso anche lui, probabilmente annoiato di tutte quelle liturgie sempre seriose e perfette.

Diceva il fariseo: "io non sono... Io digiuno ...io pago..." non sono come gli altri!

Il pubblicano si limitava a dire: "sii propizio verso di me...peccatore!"

Gesù conclude che il pubblicano tornò a casa giustificato a differenza dell'altro. Eppure il fariseo sembrava una persona per bene, faceva più di quanto fosse richiesto. Non era necessario digiunare due volte la settimana, bastava 4 o 5 volte all'anno e la decima bastava pagarla su quello che si guadagnava non su tutto ciò che si possedeva.

Altrove Gesù aveva detto che nel regno di Dio vige un'altra giustizia!

Forse più che digiunare sarebbe più giusto occuparsi di chi non mangia neppure una volta al giorno, e forse anziché pagare la decima di ciò che si possiede sarebbe il caso di guardare quanto di ciò che si possiede è sottratto a chi non ha di fatto il necessario per vivere.

Tornare a casa giustificati! Essere giustificati è come tornare a casa, ritrovare casa. Penso in questi giorni alle persone che hanno visto crollare la casa per il terremoto. Non è crollata solo la casa, è crollato quel minimo di sicurezza , di serenità, di equilibrio nelle relazioni, di pace...e questo non è giusto!

Giustizia e casa...casa e giustizia: non possono disgiungersi.

Sì, perché la casa è il luogo in cui si ritrovano le giuste distanze, l'equilibrio necessario, la casa è il luogo dove si mangia un pane frutto del proprio lavoro.

La casa è il luogo dove "IO" non sono al centro, ma vivo di relazioni.

La casa è il luogo che A. Potente chiama "un bene fragile".

La casa è fatta di tanti spazi, non da occupare, ma da rendere liberi, fruibili. Le fondamenta di una casa sono le relazioni fra le persone e gli spazi.

La casa è il luogo dove si fa festa come quella in cui tornò il figliol prodigo! Anche lui peccatore! Ma il fratello che non volle entrare...non amava la festa, o meglio voleva far festa, ma solo coi suoi "amici"...difficile conciliare questo con le parole di Gesù che diceva di "amare i nemici"...Peccato allora è: non avere una casa, non poter fare festa, una festa per tutti; non essere capaci di amare i nemici.

Si sente dire: togliamo i soldi agli immigrati per darli ai terremotati ... Perché invece non smettere di vendere armi a paesi in guerra: armi che producono immigrati?

La casa è anche il luogo della gioia come quella di Zaccheo: una casa prima piena di soldi poi piena di poveri, una casa da privata a casa di condivisione e restituzione.

La casa è il luogo che Gesù, nato in una grotta perché non c'era posto...ha sempre cercato per sé e per tutti ...lui che non aveva dove posare il capo, lui che chiedevaper il figlio dell'uomo, per ogni uomo un posto dove stare. Perché la casa è questa terra con tutti i suoi beni

e tutti suoi abitanti che col proprio lavoro portano a casa il pane.

E' finita quella messa con un pezzo di pane, piccolo e povero incapace di sfamare ma con dentro una parola nuova: ecco ciò che toglie il peccato del mondo! Sì, perché quel pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo contiene tutti beni della natura: terra, aria, acqua e fuoco. " trattato di pace fra grandiose forze, ognuna di suo catastrofica per potenza distruttiva, ma che insieme danno forma al pane, e rendono la casa - la terra: giusta!".

 

Sorrivoli, 30 ottobre 2016