13.10.11

Per Convenienza

-Un padre, aveva due figli: chiede loro, quasi li prega di andare a lavorare nella vigna. - "Sì, signore! " - rispose il primo, ma poi non ci andò! "Non ne ho voglia" - rispose il secondo, ma poi pentitosi, ci andò.Provocatoriamente, Gesù chiede ai sommi sacerdoti e ai capi del popolo:"chi dei due ha fatto la volontà del padre?".Unanimi rispondono: "il secondo!".E fu così che da quel giorno quelli che non vanno a messa si sentono migliori di quelli che ci vanno tutte le domeniche! E come al solito le parole di Gesù, suonano a vuoto

Ma Gesù non ha parlato di messa, ma di lavoro in una vigna!Quando si parla di lavoro nella bibbia è quasi sempre quello del vignaiolo!La vigna è il luogo dove si prepara, si attende, si coltiva, si creano le condizioni per la realizzazione dl regno di Dio. Il messia andrà incontro agli operai della vigna.Poco prima Gesù aveva raccontato un'altra storia: un padrone chiama operai a tutte le ore del giorno per lavorare nella sua vigna. I primi all'alba, gli ultimi alle cinque del pomeriggio! A fine giornata dà a tutti la stessa paga.E a quelli che mormorano risponde: "sei invidioso, perchè io sono buono?".Invidia vuol dire non-vedere, vedere distorto, non accettare la bontà come criterio di giustizia.E' strano, ma verissimo: la bontà scatena in-vidia!"Gli ultimi saranno i primi!" sentenzia Gesù.Il bisogno dell'ultimo è il criterio fondamentale per fare scelte giuste. Un pò come quando in una famiglia nasce un bambino: è l'ultimo arrivato, ma il primo ad essere servito!C'è una fame e sete di giustizia di cui si parla nelle beatitudini, che è la giustizia del regno diversa da quella degli scribi e farisei: una giustizia che nasce dalla bontà. Una giustizia in cui il diritto al lavoro è più importante del profitto. E' giusto più lavoro per tutti e meno profitto per alcuni che più profitto per pochi e meno lavoro per molti.Gli operai di questa vigna producono un vino di una qualità tale da dare una gioia capace di ubriacare senza far perdere la lucidità: è la gioia della cose fatte con bontà! Un contadino che mi ha offerto un vino di grade qualità diceva che il buon vino si fa nella vigna, non in cantina!Tornando ai due figli, quello che determina il comportamento del primo è la convenienza, perchè questa è l'unica in cui crede.Si predica giustizia fratellanza e pace, ma poi si agisce solo in base alla convenienza.Per convenienza si accettano connivenze con chi del lavoro fa uno strumento di schiavitù e ricatto.Per convenienza si difendono valori cosiddetti inderogabili e si trascura il bisogno di chi è senza lavoro, cultura , diritto di cittadinanza...Per convenienza non si osa condannare chi fa del profitto l'unico diritto da difendere a scapito della fame sete non solo di giustizia di tanti uomini e donne.Per questo, Gesù dice di preferisce i pubblicani e le prostitute, perchè sono capaci di pentimento, sanno vedere ciò che sarebbe giusto, anche se non possono realizzarlo. E' emblematico il fatto che anche Giuda si è pentito, ma non si sono pentite le autorità! Tutto questo vale per la religione e per la politica.Se uno si arricchisce in questi campi, lavora in una vigna che non è quella di cui Gesù diceva di essere la vite capaci di portare questi frutti. In questi giorni si è sentita una voce dei vescovi, come ci si attendeva da tempo... speriamo che alle parole seguano i fatti e la convenienza non prenda ancora il sopravvento.

C'è in questa serie di parabole un crescendo di ingiustizia: si parte dall'invidia, si passa alla convenienza, si finisce nella violenza, quando I vignaioli pur di difendere I propri interessi non si fanno scrupoli ad uccidere prima i servi poi lo stesso figlio del proprietario della vigna. Per che cosa? Per il potere!