05.12.16

Resistere più che avanzare

E' venuto a farci visita Waldemar Boff, sociologo che in Brasile porta avanti un lavoro paziente e lungimirante  per la dignità delle persone e la salvaguardia del territorio.

Preoccupato per il colpo di stato avvenuto in Brasile frutto di un patto tra la borghesia, parti del settore giudiziario e mezzi di comunicazione le cui conseguenze porteranno ad una drastica riduzione delle spese per sanità ed educazione - soppressione del ministero che si occupava della riforma agraria - detenzioni lunghe e ingiustificate, ma anche sorpreso e pieno di speranza per la reazioni dei giovani

che da tre mesi stanno occupando le scuole alimentando la responsabilità e l'attenzione della popolazione…

In questi giorni la chiesa, al termine di quello che è definito anno liturgico,  seguendo un percorso attorno alla figura di Gesù, ci porta riflettere sulla sua morte e ci pone davanti immagini che vengono definite apocalittiche, vuole aiutarci a leggere i fatti anche i più violenti come occasione per promuovere la speranza.

Si legge nel vangelo di alcuni che parlano del tempio della sua bellezza, e Gesù che avverte:"non resterà pietra su pietra…"

Capita di fermarsi ad ammirare costruzioni, obiettivi raggiunti, i successi conseguiti, valori conquistati… un terremoto…e tutto sembra crollare.

Ma la parola apocalisse più che evocare fatti spaventosi vuole svelare il significato nascosto degli avvenimenti…vuole togliere il velo ai fatti.

La morte di Gesù potrebbe sembrare solo una tragedia se non si toglie il velo che la copre, se non si va oltre le apparenze.

Di fronte ad ogni crollo Gesù dice: guardate di non lasciarvi ingannare:

"Succederanno cose tremende…MA nemmeno un capello dl vostro capo andrà perduto…con la vostra perseveranza salverete la vostra vita…le forze dei cieli saranno sconvolte, ALLORA si vedrà il figlio dell'uomo venire…e…state attenti, pregate , vegliate per stare in piedi davanti al figlio dell'uomo…".

…MA… ALLORA: sono i due avverbi usati da Gesù!

Dietro quel velo, dietro ogni crollo, c'è un uomo nuovo che avanza, e davanti al quale abbiamo bisogno di stare in piedi, reggerne lo sguardo, c'è quella parte di umanità che non abbiamo ancora saputo tirar fuori, far emergere, latente dentro di noi e soprattutto dentro la storia.

Penso alla reazione degli studenti in Brasile…Penso ai popoli dell'America latina  alla loro re-esitenza di fronte alle dittature e alle violenze subite, all'umanità che hanno saputo far emergere, e forse oggi sono chiamati a riprendere il percorso di re-esistenza, perché ogni generazione deve rinnovarsi, non può vivere sulle conquiste della generazione precedente.

Anche noi siamo di fronte, in questo nostro "occidente", terra del tramonto, al tramonto di tante conquiste e certezze in campo religioso, politico, economico…

Non possiamo nascondere la paura, ma è questo il tempo di osare nuove forme di umanità, di rendere testimonianza alla verità dell'uomo.

Continua Gesù dicendo di non preparare prima le risposte da dare nelle difficoltà: non possiamo arrivare con risposte vecchie di fronte a problemi nuovi!

E qui si apre davvero un mondo! Noi continuiamo a mettere come dei rattoppi su vestiti vecchi…strappiamo tutto!

Finisce il discorso cosiddetto apocalittico, dicendo che Gesù di giorno stava nel tempio ad insegnare e di notte usciva e se ne stava all'aperto.

Sarebbe stato più logico il contrario: stare al riparo di notte e uscire di giorno!

Che la notte non sia quella che consideriamo giorno! noi tutti siamo immersi nella notte e Gesù non si sottrae a questo sistema dominato dalla paura, dall'incertezza, ma per affrontarlo, ha bisogno di attingere luce altrove…La notte è giorno per lui, è il luogo dove cercare e trovare luce da portare nel buio della vita degli uomini…nostra.

Scrisse Bonhoeffer in tempi particolarmente duri e difficili dal carcere di Tegel nel 1944: "Noi dovremo salvare, più che plasmare la nostra vita, sperare più che progettare, resistere più che avanzare. Ma noi vogliamo preservare a voi giovani, alla nuova generazione, l'anima con la cui forza voi dovrete progettare, costruire e plasmare una vita nuova e migliore".

Questa è l'eredità che ogni generazione deve trasmettere alla successiva.

 

sorrivoli 2 dicembre 2016