16.05.11

Restiamo umani

"Ha bestemmiato! che bisogno abbiamo ancora di prove! avete udito la 
bestemmia?" E tutti ad urlare: "é reo di morte!"
E' la svolta durante il processo subito da Gesù.
Una bestemmia non fa bene neppure all'orecchio!
E Gesù proprio davanti ai sacerdoti va a bestemmiare! E' una impertinenza 
imperdonabile! Lacera non solo le vesti, ma la sensibilità di persone così 
religiose: è peggio che togliere il crocifisso da un luogo pubblico!
Ma l'evangelista non ha avuto il pudore di togliere il sonoro, e quella 
bestemmia ce la ritroviamo nei vangeli. Dice: "VEDRETE IL FIGLIO DELL'UOMO 
SEDERE ALLA DESTRA DI DIO!"
Dove sta la bestemmia? Provo a decifrarla.
Quando si vede una parata religiosa o civile al centro della scena c'è la 
persona più importante: un re, un presidente o il papa, poi tutti hanno un 
posto assegnato. Logicamente chi è più vicino alla persona più importante 
significa che ha un ruolo privilegiato. Se poi è alla sua destra si deduce che 
quello è il numero due.
Chi sta alla destra di Dio che nella cultura d'Israele occupa il primo posto! 
Gesù dice: "il figlio dell'uomo!"
Durante quel processo Gesù si definisce sempre e solo figlio dell'uomo, cioè 
uno che non ha altro titolo che la sua umanità. E come tale viene arrestato, o 
meglio sequestrato da persone che neppure lo conoscono, subisce due processi 
farsa: uno religioso e l'altro civile. Viene torturato, deriso, condannato e 
abbandonato in mano a dei soldati che eseguono la condanna. Il tutto nell'arco 
di 24 ore.
Nessuno che lo difenda, nessuna possibilità di salvarsi.
Barabba, che il vangelo definisce "un prigioniero famoso" se la cava!
Tra un prigioniero povero e uno famoso il povero ha sempre la peggio!
Dio ha scelto questo "figlio d'uomo" per farlo sedere alla sua destra: si fa 
garante e tutore di questa umanità..
Non averne rispetto significa non avere rispetto di Dio!
- Era la stessa terra, stesso periodo dell'anno, stesso arco di tempo, poco 
più di una notte quando un altro uomo della stessa età ha subito una cosa molta 
simile!
Vittorio Arrigoni. Da tre anni viveva a Gaza, nella terra più martoriata della 
Palestina, la stessa di Gesù, in mezzo al popolo più povero, indifeso, oppresso 
e umiliato di quella terra per rendere testimonianza alla verità. La 
popolazione civile di quel popolo da 45 anni subisce la violenza di una 
occupazione e di una colonizzazione illegale, ingiusta, violenta che per gli 
abitanti di Gaza oggi si è trasformata in un vero assedio che strangola la sua 
economia, la sua vita, il futuro di suoi fanciulli, dei suoi giovani.
Quando con l'operazione "piombo fuso" gli israeliani avevano bombardato nel 
gennaio del 2009 la striscia di Gaza mandava resoconti giornalieri che 
terminavano sempre con queste parole: "RESTIAMO UMANI".
Leggendo le due vicende vi trovo uno sconcertante parallelismo.
Sequestrati di notte, giudicati, torturati, umiliati e uccisi da sicari, forse 
con la complicità di un Giuda mentre i mandanti preferiscono restare in ombra, 
perchè uccidere un povero non è mai motivo di gloria, non fa molto onore. 
Come Giuda si è tolto la vita, così è stato degli esecutori materiali della 
storia disumana Vittorio A.
Alla destra di Dio, come ci stava Gesù, ci sta Vittorio Arrigoni!
Io credo che Dio amerebbe sentire pronunciate dalla sua chiesa bestemmie come 
quelle che Gesù pronunciava.
Quando i vangeli annunciano la resurrezione di Gesù parlano di gesti che sanno 
di grande umanità e delicatezza: donne che vanno a piangere al sepolcro 
portando profumi. Angeli che cercano di fare coraggio, di far superare la paura 
di tanta solitudine e senso di impotenza. Un Gesù che va loro incontro e saluta 
augurando pace. Gesti di semplice umanità.
Forse la resurrezione è proprio solo la vittoria dell'umanità sulla 
disumanità!
Mi fanno tanta pena quelle guardie che stanno a custodia di un sepolcro!
Penso a quante energie si sprecano per custodire luoghi di morte. E ogni volta 
che vedo persone con guardie del corpo non posso non pensare a quelle guardie!
Credo che tutto il processo di Gesù si potrebbe riassumere nelle parole di 
Vittorio Arrigoni: RESTIAMO UMANI!