08.03.11
Se non ora... quando?
Era domenica 13 febbraio e anche in una piazza di Cesena,
gremita di gente,
si è levato un grido: se non ora, quando? Più di 200 piazze in
Italia si sono
riempite per raccogliere quel grido e rispondere: "adesso!".
Erano soprattutto donne!
Dopo l'onda d'urto di giovani, in particolare studenti che ha
cercato di
superare gli scogli di un sistema sempre più autoritario e
reazionario è
arrivata questa onda fatta di donne. In quella piazza si è colto un
sussulto di
orgoglio, di vitalità: un bisogno di uscire da questa situazione di
stallo. C'
era un'aria quasi di primavera, coi suoi profumi e il suo bisogno
di scrollarsi
di dosso degli abiti troppo pesanti.
Qualcuno osservava la scarsa organizzazione, ma io vedevo la
bellezza di
questa disorganizzazione perchè portava le persone a salutarsi,
ad
abbracciarsi, a dirsi: "ci sei anche tu?" E un sorriso, quasi
liberatorio
illuminava il volto di tante donne.
Si narra nella bibbia che il re Assuero, che regnava dall'India
fino all'
Etiopia,
volendo mostrare al mondo tutto il suo potere e le sue ricchezze,
indisse una
festa a cui aveva invitato tutti i capi del regno ostentando un
fasto mai
visto. Il settimo giorno, quando il re aveva il cuore allegro per
il vino,
ordinò alla regina Vasti, di presentarsi a lui per mostrarla al
popolo e ai
capi.
Ma la regina rifiutò di venire! Mai visto un comportamento simile.
Ha fatto
tutto per impressionare il mondo e Vasti rovina tutto mettendolo in
imbarazzo.
Un atto di ribellione inaudito! Una forte rabbia si accese dentro
di lui e
cerca la punizione per questa donna.
Vede minato il suo potere di sovrano, ma ancor più il ruolo degli
uomini. Se
si verrà a sapere quanto Vasti ha osato fare al re, tutte le donne
potrebbero
ribellarsi ai comandi del marito! Il popolo delle donne potrebbe
ribellarsi,
reclamare diritti assurdi: parità e dignità!
Vasti sarà degradata a semplice cortigiana, ma ottiene quello che
voleva: non
comparire davanti al re per essere mostrata al popolo come un
semplice oggetto
di bellezza e di prestigio da parte del potere.
Quanto questa regina ribelle ha osato "non fare" sarà raccontato
alle
generazioni future: le mamme lo racconteranno alle figlie e
crescerà il
desiderio di libertà femminile che, come acqua impetuosa farà un
giorno
crollare la diga del patriarcato.
E poi Roberto Benigni che canta, quasi sussurrandolo, l'inno di
Mameli,
raccogliendo il bisogno di gridarlo di tutti coloro che vengono
coperti dal
rumore di una propaganda divenuta pedante con la sua
ripetitività.
Nella sua esegesi si è soffermato sulla parola "risorgimento"
accostandola al
termine cristiano: "risurrezione"...ripetendo spesso: "l'Italia s'è
desta..."
Forse vedeva dei segnali di questo rialzarsi, di questa
risurrezione nei
movimenti degli studenti e delle donne..
Mi ha fatto bene vedere sul palco di Roma una suora
parlare...
Gli hanno fatto eco le parole di suor Rita Giarretta che ha scelto
di farsi
presenza amica di tante giovani donne migranti sbattute sulle
strade di
Caserta come merce da comprare, da violare, da usare.
Sconcertata nel vedere esercitare un potere in maniera così
sfacciata e
arrogante che riduce la donna a merce sente il bisogno di fare suo
il grido del
Battista di fronte ad un altro potente, Erode: "Non ti è lecito,
non ti è
lecito!"
Manca all'appello la voce degli uomini, in particolare vorrei dire
la voce
degli uomini di Chiesa.
Ascoltando queste voci ho sentito tutto la debolezza della voce dei
nostri
vescovi, troppo distanti da queste parole libere, e chiare, senza
sottintesi.
"Il vostro parlare sia sì, sì; no,no!"
Se non si spezza il patriarcato che regna ormai solo esclusivamente
nella
chiesa, se non si rinuncia ai privilegi che questo potere corrotto
e che
governa solo corrompendo, questa nostra povera chiesa resta solo
sale senza
sapore, stolto, direbbe i vangelo!
La storia della regina Vasti continua ad essere raccontata e a
risvegliare il
sogno di molte donne e almeno quella domenica ci hanno fatto
respirare il
profumo della dignità e della libertà.