08.11.10
Si prega armati, si combatte disarmati
Erano appena sbarcati sull'altra
sponda del mar Rosso, dopo una fuga iniziata
in una notte di luna piena, la prima di quella primavera, erano
sfuggiti all'
inseguimento degli egiziani, speravano in un pò di pace, speravano
di essere
arrivati alla fine dei loro guai.
Erano fuggiti da una lunga schiavitù che per il loro popolo durava
ormai da 400 anni. Avevano rischiato di perdere, oltre alla loro
libertà, anche la loro identità, dignità. Finalmente un uomo, Mosè,
era riuscito ad organizzare questa fuga, che dopo molti tentativi
fatti in altre tempi da altre generazioni sembrava impossibile.
L'esodo, parola che poi è diventata sinonimo di ogni viaggio verso
la libertà era compiuto. Erano arrivati in una terra in cui l'acqua
scaturiva abbondante da una roccia, e il cielo dava cibo
gratuitamente: sembrava un paradiso. Si festeggiava con canti e
balli! "Allora Amalek venne a combattere contro Israele…"(Es.17) Il
suo esercito era ben organizzato ed armato, voleva difendere la
"sua terra"! Non poteva permettere che una accozzaglia di
stranieri, straccioni, vagabondi e poveri venisse a rompere il loro
equilibrio, incrinare le loro sicurezze, rubare i loro privilegi,
chiamati diritti…faticosamente conquistati. Col suo esercito andò
incontro a questo gruppo di profughi con l'intenzione di
ricacciarli in mare. Allora Mosè disse a Giosuè di "scegliere
alcuni uomini" e uscire in battaglia contro Amalek, mentre lui
sarebbe andato sulla cima del monte a pregare con in mano il
bastone di Dio! C'è subito qualcosa di strano in questa proposta:
perchè solo alcuni uomini e non tutti quelli in grado di combattere
e visto che l'unica arma che possedevano era quel bastone
perchè usarlo per pregare e non per combattere! Nella fuga
non avevano portato con sè delle armi!
Ma Mosè li convinse ad andare incontro ad Amalek…per portare le
loro ragioni, il loro diritto alla vita! Quando Mosè alzava le
braccia, Israele vinceva, quando le lasciava cadere era più forte
Amalek. Allora Aronne e Cur sostennero le sue mani così Israele
sconfisse Amalek… Forse è nata di qui l'idea di pregare per gli
eserciti prima di ogni battaglia, e tutte le guerre sono
diventate guerre sante… C'è un particolare però di cui ci si
dimentica: l'esercito di Giosuè era scarso di numero e
soprattutto "disarmato". E' una caratteristica di tutte le grandi
battaglie della bibbia, anche se finiscono tutte con una
"carneficina", ma è per voler dire che non c'è compromesso e
la vittoria dei poveri, dei disarmati, dei miti è certa, totale
e radicale…ma il combattimento è sostenuto tassativamente
senza armi. La battaglia per conquistare Gerico fu combattuta con
delle trombe. La battaglia di Gedeone contro i Madianiti fu
combattuta con delle pentole di coccio.
Davide sconfisse il gigante con una fionda. Giuditta, una donna
sola e disarmata sconfisse l'esercito assiro Babilonese dopo gli
inutili tentavi di battaglie fallite dagli israeliti. Un giorno per
una Messa i bambini vennero in chiesa armati di bastoni…per
pregare bisogna essere armati… per combattere bisogna essere
disarmati!
La preghiera è l'espressione della religione. Una religione si può
identificare con la sua preghiera… se questo è vero allora
bisognerebbe che una religione avesse come compito quello di
sostenere le battaglie di tutti
coloro che disarmati chiedono una terra dove gratuitamente si può
trovare pane , acqua, libertà… Soprattutto una religione non può
mai e in nessun modo benedire eserciti che fanno uso di armi per
combattere… le uniche battaglie per cui Dio mette in atto il suo
bastone sono quelle combattute senza mezzi, senza armi…