08.03.11

Sintesi del lavoro del gruppo "Ricerca e confronti"

 

Nell'incontro del 13 febbraio siamo partiti dalle indicazioni offerte da suor Giacomina in un breve colloquio telefonico: per fare nuova la realtà bisogna partire dalla comprensione della realtà in cui viviamo e la comprensione, quella vera, non avviene perché qualcuno possiede la Verità e la infonde ai discepoli. La comprensione è un lavoro da fare assieme, ognuno, ognuna, mettendo a disposizione la propria differenza. Il nostro gruppo esprime differenze di status, di ruolo, di genere, di orientamento sessuale, una varietà di scelte culturali e di fede. Riflettere attraversando il dolore a causa di differenze non riconosciute, dolore di popoli, gruppi sociali, persone, cercando la varietà delle radici di questo dolore: economiche, politiche, religiose, culturali…riflettere anche su proposte di liberazione delle differenze avvenute nella storia e anche qui capire le radici di questi eventi. "Un grido nuovo" di Madeleine Delbrel aiuta a capire meglio. C'è tutta la varietà, pluralità del grido umano, lontano dalle astrazioni, da cui vogliamo partire per assumerlo e con-prenderlo. Con suor Giacomina si rifletteva sulla frase di Sant'Ireneo,"quello che non è assunto non è salvato". E' necessario perciò partire dalla realtà, dalle contraddizioni, dal grido dei popoli, dei gruppi sociali, dal desiderio profondo del nostro gruppo. E' questo il cammino seguìto dalla lettura popolare della bibbia, che è poi il cammino dell'Incarnazione.

 

Abbiamo lavorato per circa un'ora e mezzo poiché diversi di noi sono poi scesi a Cesena per la giornata promossa dalle donne "se non ora quando?". Abbiamo letto la lettera scritta da suor Giaretta e abbiamo deciso di dedicare la giornata del 13 marzo, vista la contiguità con l'8 marzo, alla donna. A parte tuttavia la lettera di suor Giaretta non c'è stato un approfondimento sulla realtà femminile, da porre a base del lavoro successivo. E' rimasta ferma comunque l'idea originaria di proporre per il lavoro biblico la Lettera a Filemone.

Nell'incontro sono state proposte tuttavia considerazioni importanti per una lettura della realtà:

-non si può parlare di incarnazione se c'è assenza dell'umano.

-la sottolineatura delle "differenze", presenti nel Gruppo, come elementi da valorizzare, che contribuiscono a farne la ricchezza: singles e coppie, etero ed omosessuali, preti sposati e loro mogli, credenti e non credenti.

-dalla lettera di suor Giaretta emerge la necessità che anche gli uomini si liberino, da una concezione distorta della donna e del rapporto con lei.

-la sottolineatura dell'individualismo, il riferimento all'interesse individuale che prevale sull'interesse comune, come nota caratterizzante i rapporti tra persone, tra gruppi, lo stesso modo di agire nella società e nella politica (lavoro, relazioni industriali, immigrazione, c.d. federalismo etc.).

-la necessità che il Gruppo viva una dimensione di apertura alla società nel senso anche di un impegno diretto per il cambiamento (è stata proposta come indicazione di metodo l'Assemblea dell'Albergheria di Palermo).

-è stato fatto un richiamo alla concretezza della vita delle persone (sfratto, suicidio) come provocazione: che cosa e come fare?

-un gruppo come il nostro è chiamato ad essere realtà di frontiera. La frontiera non è muro, non divide. Ha due facce, permette di affacciarsi dentro, di guardare dentro e di guardare fuori.

-la vita concreta mette in discussione la nostra mentalità e le nostre rigidità, anche sul piano ecclesiale ed etico: due figli di credenti e credenti essi stessi che decidono di convivere con i rispettivi partner e non sposarsi e che testimoniamo amore, dedizione e impegno anche ecclesiale.

-lo "smarrimento" come atteggiamento fondamentale nel cammino di fede, di fronte al mutamento delle "mappe" su cui si era soliti camminare. Lo smarrimento mette in discussione le appartenenze. Smarrimento come non appartenenza a niente.

-se ciò che mette in discussione le nostre certezze e mentalità viene comunicato, scardina le chiusure.