01.01.12

Tempo di Vegliare

Sono sempre belli i tramonti, le lune di questo periodo
che precede il natale. Si avrebbe voglia di fermarsi delle ore a guardare
quella luce. E' la luce tenue di chi sembra voglia aspettare qualcuno. Non sarà
un caso che questo tempo è dedicato all'attesa, alla veglia. Siamo invitati a
vegliare recuperando quella soglia di consapevolezza che spesso in noi si
affievolisce in una specie di assopimento. Gesù poco prima di morire ripete
spesso "vegliate"!La veglia ricorda l'atteggiamento della sentinella che scruta
il buio intenta a percepire qualsiasi rumore, cogliere ogni movimento cercando
di decifrarlo.Nel 1994, in occasione dell'anniversario della morte di G.
Lazzati, quando Dossetti intuì il rischio che correva la nostra costituzione,
commentò una frase del profeta Isaia in cui si leggeva: "sentinella, quanto
resta della notte?".Diceva che essere sentinella significa scrutare con
speranza indefettibile il buio della notte. Da quell'intervento sono nati i
comitati in difesa della costituzione coordinati oggi da Raniero la Valle, il
quale, in un intervento fatto a Cesena poco tempo fa, attribuiva la caduta del
governo Berlusconi come una vittoria della costituzione. Dopo un ventennio di
tentativi per stravolgerla ne è uscita lacerata, ma vittoriosa, grazie a
persone che hanno saputo mantenere alta la guardia resistendo a subdole forme
di cambiamento.Una cosa simile sta avvenendo nella chiesa: il concilio è stato
la sua costituzione! Iniziato 50 anni fa, ma da almeno quaranta si tenta di
soffocarlo, facendolo rientrare come una cosa che non aveva nulla di nuovo.
Invece parole come di popolo di Dio, autorità della parola di Dio, supremazia
della coscienza, dialogo, rispetto delle diversità avevano una novità
dirompente. La paura ha scatenato subito una reazione restauratrice che
continua. Ma anche all'interno della chiesa sono nati una specie di comitati di
resistenza, le "comunità di base" che hanno saputo mantenere vivo quello
spirito, come un fuoco sotto la cenere in attesa di riprendere a bruciare di
una fiamma viva.Proprio in questi giorni, il 22 ottobre è morto don Mazzi,
prete della comunità dell'Isolotto, un quartiere alla periferia di Firenze. Nel
'68 per una lettera di solidarietà verso un gruppo di giovani che a Parma
avevano occupato la cattedrale per chiedere una chiesa più povera e libera dall'
autoritarismo e dalla collusione col potere fu rimosso dal suo ruolo di
parroco. Di lì e nata una comunità che si riuniva in baracche e celebrava nella
piazza.Il vegliare parte dalla consapevolezza della notte.Quando Gesù chiede ai
suoi amici di vegliare è consapevole che per lui si avvicina la notte più buia
della sua vita. Scandisce quattro momenti di quella notte: la sera, a
mezzanotte, al canto del gallo e al mattino.Alla sera si è dato in pasto ai
suoi amici, a mezzanotte è stato tradito da un amico, al canto del gallo è
stato rinnegato, al mattino, condannato a morte.E ai suoi discepoli cui aveva
raccomandato di vegliare ha dovuto rimproverare di non aver saputo vegliare un'
ora sola con lui.Essere sentinella, persona capace di vegliare, vuol dire che
quando una persona vive una situazione come quella che ha vissuto Gesù durante
quella notte non fuggi, non fingi di non riconoscerla, non resti indifferente,
ma ti fai carico di quello stato. Per sapere se siamo capaci di vegliare
dovremmo passare in rassegna i nostri atti alla luce di queste situazioni.Così
nonostante il vangelo dica di amare i nemici e la costituzione ripudi la guerra
negli ultimi 20 anni abbiamo fatto guerre e le abbiamo chiamate giuste. Ha
ragione ancora il profeta Isaia quando dice che i nostri atti di giustizia sono
"come panni immondi".Il vegliare non può essere un tempo vuoto, ma la capacità,
nello scorrere del tempo, di cogliere la situazione, fare scelte giuste senza
subire passivamente gli eventi. Vegliare vuol dire saper stare vicino a chi si
da in pasto per amore, essere solidale con chi è tradito o rinnegato, trattato
come una sconosciuto e lottare per la giustizia di fronte a chi viene
condannato a morte senza "aver fatto nulla di male" come dirà Pilato di Gesù.
Allora purtroppo nessuno ha vegliato perchè quella sentenza non venisse
applicata. Vegliare è stare accanto a quelle persone che vivono uno o più di
quei momenti della notte e "convertirsi" come direbbe sempre Isaia, per andare
insieme incontro all'alba.