Sono sempre belli i tramonti, le lune di questo periodo
che precede il natale. Si avrebbe voglia di fermarsi delle ore a
guardare
quella luce. E' la luce tenue di chi sembra voglia aspettare
qualcuno. Non sarà
un caso che questo tempo è dedicato all'attesa, alla veglia. Siamo
invitati a
vegliare recuperando quella soglia di consapevolezza che spesso in
noi si
affievolisce in una specie di assopimento. Gesù poco prima di
morire ripete
spesso "vegliate"!La veglia ricorda l'atteggiamento della
sentinella che scruta
il buio intenta a percepire qualsiasi rumore, cogliere ogni
movimento cercando
di decifrarlo.Nel 1994, in occasione dell'anniversario della morte
di G.
Lazzati, quando Dossetti intuì il rischio che correva la nostra
costituzione,
commentò una frase del profeta Isaia in cui si leggeva:
"sentinella, quanto
resta della notte?".Diceva che essere sentinella significa
scrutare con
speranza indefettibile il buio della notte. Da quell'intervento
sono nati i
comitati in difesa della costituzione coordinati oggi da Raniero
la Valle, il
quale, in un intervento fatto a Cesena poco tempo fa, attribuiva
la caduta del
governo Berlusconi come una vittoria della costituzione. Dopo un
ventennio di
tentativi per stravolgerla ne è uscita lacerata, ma vittoriosa,
grazie a
persone che hanno saputo mantenere alta la guardia resistendo a
subdole forme
di cambiamento.Una cosa simile sta avvenendo nella chiesa: il
concilio è stato
la sua costituzione! Iniziato 50 anni fa, ma da almeno quaranta si
tenta di
soffocarlo, facendolo rientrare come una cosa che non aveva nulla
di nuovo.
Invece parole come di popolo di Dio, autorità della parola di Dio,
supremazia
della coscienza, dialogo, rispetto delle diversità avevano una
novità
dirompente. La paura ha scatenato subito una reazione
restauratrice che
continua. Ma anche all'interno della chiesa sono nati una specie
di comitati di
resistenza, le "comunità di base" che hanno saputo mantenere vivo
quello
spirito, come un fuoco sotto la cenere in attesa di riprendere a
bruciare di
una fiamma viva.Proprio in questi giorni, il 22 ottobre è morto
don Mazzi,
prete della comunità dell'Isolotto, un quartiere alla periferia di
Firenze. Nel
'68 per una lettera di solidarietà verso un gruppo di giovani che
a Parma
avevano occupato la cattedrale per chiedere una chiesa più povera
e libera dall'
autoritarismo e dalla collusione col potere fu rimosso dal suo
ruolo di
parroco. Di lì e nata una comunità che si riuniva in baracche e
celebrava nella
piazza.Il vegliare parte dalla consapevolezza della notte.Quando
Gesù chiede ai
suoi amici di vegliare è consapevole che per lui si avvicina la
notte più buia
della sua vita. Scandisce quattro momenti di quella notte: la
sera, a
mezzanotte, al canto del gallo e al mattino.Alla sera si è dato in
pasto ai
suoi amici, a mezzanotte è stato tradito da un amico, al canto del
gallo è
stato rinnegato, al mattino, condannato a morte.E ai suoi
discepoli cui aveva
raccomandato di vegliare ha dovuto rimproverare di non aver saputo
vegliare un'
ora sola con lui.Essere sentinella, persona capace di vegliare,
vuol dire che
quando una persona vive una situazione come quella che ha vissuto
Gesù durante
quella notte non fuggi, non fingi di non riconoscerla, non resti
indifferente,
ma ti fai carico di quello stato. Per sapere se siamo capaci di
vegliare
dovremmo passare in rassegna i nostri atti alla luce di queste
situazioni.Così
nonostante il vangelo dica di amare i nemici e la costituzione
ripudi la guerra
negli ultimi 20 anni abbiamo fatto guerre e le abbiamo chiamate
giuste. Ha
ragione ancora il profeta Isaia quando dice che i nostri atti di
giustizia sono
"come panni immondi".Il vegliare non può essere un tempo vuoto, ma
la capacità,
nello scorrere del tempo, di cogliere la situazione, fare scelte
giuste senza
subire passivamente gli eventi. Vegliare vuol dire saper stare
vicino a chi si
da in pasto per amore, essere solidale con chi è tradito o
rinnegato, trattato
come una sconosciuto e lottare per la giustizia di fronte a chi
viene
condannato a morte senza "aver fatto nulla di male" come dirà
Pilato di Gesù.
Allora purtroppo nessuno ha vegliato perchè quella sentenza non
venisse
applicata. Vegliare è stare accanto a quelle persone che vivono
uno o più di
quei momenti della notte e "convertirsi" come direbbe sempre
Isaia, per andare
insieme incontro all'alba.