02.01.10
Un bambino avvolto in fasce
Penso a quel che successe tanti anni fa a Betlemme: una madre
che porta nel suo seno un figlio e non trova un posto dove
partorire.
Allora nessuno voleva quel bambino : sarebbe stato meglio che la
sua mamma avesse abortito, magari clandestinamente. Da quando è
nato non ha fatto altro che lottare per sfuggire alla morte: tutti
lo volevano morto: da Erode fino a Pilato e Caifa che alla fine
sono riusciti ad appenderlo ad una croce.
Ma se nascesse oggi credo che si scatenerebbe una guerra per
offrirgli un posto!
Che cosa è successo in questi secoli: si è adattato lui o sono
cambiati gli uomini?
Chissà se quando da adulto dirà: "se qualcuno vi dirà: eccolo qui,
o, eccolo là. non credetegli", alludeva a questo pericolo.
Gesù non vuole farsi dare un posto, sarà sempre lui a scegliersi un
posto, e chi vorrà trovarlo dovrà cercarlo dove lui sceglie di
farsi trovare!
Mirco, 20 anni, dal carcere san Pedro di la Paz scrive:" è il 24
dicembre, comincia a farsi buio: si odono le parole arrabbiate di
tanti carcerati, incrociamo gli sguardi di alcolizzati o di
tossicodipendenti, abbracciamo sconosciuti. Da quanto tempo non
vedono una strada, non calpestano un prato, non accarezzano la
corteccia di un albero!… inizia la messa di Natale. C'è
un'aria frizzante e più allegra questa notte. I bambini (figli di
detenuti costretti, per sopravvivere, a stare in carcere!) cantano,
io cerco di seguirli con le mie note, padre Filippo con le sue
parole rende più leggeri i nostri pensieri: non mi sento meno
peccatore di loro… ma la frustrazione è tanta!"
Nessuno certo farebbe una guerra per offrire a Gesù, un posto come
quello, ma non è detto che lui non lo abbia scelto per questo
natale!
I vangeli non parlano mai esplicitamente di Dio, ne indicano solo
dei segni, e a natale dicono che il segno è un bambino, delle fasce
e una mangiatoia.
Le fasce sono senz'altro la premura di Maria verso quel suo figlio,
ma i pastori quando arrivarono alla grotta videro il bambino nella
mangiatoia, sorvolando sulle fasce, non erano importanti, o forse
semplicemente non erano così invadenti da nascondere il
bambino!
Ho l'impressione che quelle fasce oggi siano diventate molte
pesanti, ricche di ori e ricami, fatti di cultura, istituzioni,
principi e dogmi… e alla fine quel bambino non si vede più!
Sarà possibile togliergli, quelle "fasce", quel di più che
impedisce agli uomini di oggi di vederlo? Lui nella sua vita
ha fatto di tutto per togliersi di dosso le vesti culturali e
affettive di cui era stato ricoperto: ha rinunciato agli affetti,
alla cultura, alla religione. Simbolicamente prima di morire si
tolse le vesti, e ciò che restava gli venne strappato sulla
croce…!
E gli angeli a dire di non avere paura di chi è capace solo di dare
ordini, come l'imperatore che pretende di avere tutto nelle sue
mani.
E loro ad annunciare invece la gioia: una gioia che nasce
dall'incontro con
quella povertà, quella nudità. Non è di questa che si deve avere
paura, come non si deve aver paura degli angeli che annuciano i
sogni di Dio e quelli degli uomini quando guardano il cielo.
Dove ci sono persone che si incontrano, si salutano, si guardano
negli occhi si abbracciano, si donano la vita…senza avere un corpo,
gli occhi, le orecchie fasciate: nasce la gioia. Quando Maria andò
a trovare Elisabetta, questa le dice che è bastato la voce del suo
saluto per fare esultare di gioia il bambino che portava nel seno e
per dare un senso di pienezza a lei.
Forse c'è più gioia nel carcere di la Paz che nelle nostre
case!
E' tempo di annunciare gioia a tante madri che portano nel seno
figli e non sanno cosa ne sarà di loro, o forse sanno già che
saranno crocifissi.