Abbiamo riso per una cosa seria

May 5th, 2010

 

    

 

ABBIAMO RISO PER UNA COSA SERIA”:
15 – 16 MAGGIO 2010

Il 15 e il 16 maggio torna “Abbiamo RISO per una cosa seria”, l’iniziativa promossa da Volontari nel mondo – FOCSIV (Federazione Organismi  Cristiani  Servizio Internazionale Volontariato) per raccoglie fondi e finanziare  progetti  di sovranità alimentare in 19 Paesi del Sud del Mondo in Africa, Sud-America, Europa dell’Est e Asia.

L’appuntamento è sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle 9 alle 19 in tutta Italia verranno allestiti banchetti di solidarietà con l’obiettivo di sensibilizzare al problema della fame nel mondo e alla lotta alla povertà e raccogliere fondi da destinare a progetti di cooperazione in Paesi in Via di Sviluppo.
Con un contributo di 5 euro, potrai ricevere un pacco da 1 chilo di riso pregiato della qualità Thai certificato Fairtrade, marchio internazionale del Consorzio Fairtrade TransFair Italia. Un riso speciale, prodotto da due cooperative di produttori della Thailandia centrale, Tha Rua e OJRPG.
Il ricavato verrà destinato a favore del progetto di istruzioneCommunity School” in Zambia avviato lo scorso anno nelle aree periferiche della capitale, Lusaka e coordinato da Elisa e Francesco Iacchetti. Si tratta di scuole pubbliche, gestite dalla comunità locale, aperte agli orfani e ai bambini più emarginati e vulnerabili che, altrimenti, non avrebbero alcuna possibilità di studiare.
L’obiettivo è strapparli alla fame offrendo loro l’istruzione primaria

 

DOVE PUOI TROVARCI:

Castello di Sorrivoli
Cooperativa Sociale “Terra dei Miti”

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1° Maggio 2010

April 22nd, 2010

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Noli me tangere

April 20th, 2010

- Da un sondaggio tra i cattolici, risulta che meno del 20% crede nella resurrezione.
E’ un bene che un certo approccio alla resurrezione sia morto.
I vangeli, pur nelle loro apparenti incongruenze ci danno delle piste di ricerca per accostarci a questo evento, senza volerci imporre una visione unilaterale. Sembra invece che vogliano indicarci dei percorsi che se compiuti potrebbero aprire i nostri occhi a visioni nuove. Sembrano dire che ogni religione ha una sua particolare sensibilità per giungere alla fede.                                             
L’evangelista Giovanni ci mostra il cammino che ha portato la Maddalena all’incontro con Gesù, il mattino di pasqua.
Diversi artisti l’hanno ritratto e collocano i due in un giardino, mentre tentano di toccarsi con le mani: l’una nel tentativo di afferrare Gesù, l’altro nel gesto di salutare in segno di partenza.
Il titolo del quadro è preso dalle parole che Gesù rivolge alla Maddalena: “noli me tangere”, non mi toccare, non cercare di trattenermi, di  possedermi.
E’ un gesto che richiama un’altra storia, un altro giardino, un’altra donna: siamo all’inizio della creazione ed Eva si trova alle prese con un frutto che non avrebbe dovuto prendere, fare suo.
La vita non è un possesso: nè la propria, tanto meno quella degli altri.
Gesù ha fatto della sua vita un dono: “ io la vita la dò da me stesso, nessuno può prendermela…”
“La vita è un dono e la meritiamo soltanto offrendola” (Tagore)
Quelle mani che si tendono senza toccarsi esprimono un percorso interiore. La mano è il primo contatto che cerchiamo in una relazione d’amore. La Maddalena percorre tutte le tappe dell’amore: desiderio – ricerca – attesa – silenzio – assenza – abbandono – paura – ascolto – visione – unione – contatto – e ancora scomparsa – partenza.
La vera relazione è nelle mani aperte che lasciano andare la persona amata, che toccano senza volere possedere, distruggere. Alla Maddalena viene chiesto di rinunciare alle sue stesse speranze, ai suoi progetti, sogni desideri di un tempo.
L’esodo, la pasqua è liberare l’amore dal rischio del possesso.
Quando la Maddalena parte è ancora buio, forse non solo fuori, ma soprattutto dentro di lei. Giunge al sepolcro e trova il vuoto. La morte lascia buio e vuoto: resta il pianto! Quattro volte si dice che piangeva!
Ma quella pietra che è stata spostata libera uno spazio, apre alla speranza.
L’olio profumato che si era portato con sè è il segno della speranza che la guida, forse è proprio quella a spostare la pietra.
“Niente è più umano del fatto che l’uomo desideri naturalmente cose impossibili alla natura” (J. Maritain).
Ritorna la domanda che un’altra Maria rivolse ad un angelo che le prometteva la nascita di un figlio il cui regno, il suo potere sulla vita, non avrebbe avuto mai fine. “come è possibile?”.
Ora la Maddalena, memore di quella domanda attende una risposta.
Non smette di attendere. Pietro e Giovanni se ne tornano indietro impauriti e confusi. Lei resta lì, a piedi nudi, sola e indifesa, cosciente che Dio sceglie sempre le cose deboli per manifestarsi.
“Le cose più importanti della vita non si cercano: si attendono!” (S. Weil)
Per entrare in una relazione libera occorre tempo, percorrere un cammino ignoto, accettare sfide sconosciute.
Viviamo una fede nella resurrezione che si limita alla possibilità di piangere di fronte a un sepolcro pieno, anche se solo di morte.
Ma dal buio, dal vuoto dal pianto arriva una voce inattesa, una voce che apre ad una visione, che fa domande che vogliono liberarci da noi stessi: “perchè piangi? chi cerchi?”
L’attesa ha affinato l’ascolto e  quel luogo dove altri non avevano visto e udito nulla, si riempie vita.
“Non passare mai davanti ad una cosa grande senza vederla” (S. Weil)
La bibbia è Dio che prende la parola e tutta la sua parola si riduce ad un nome: il nome della Maddalena: Maria! il mio nome!
S. Paolo parlando della resurrezione dice che Dio ha dato a Gesù un nome che è al di sopra di ogni altro nome, un nome nuovo.
Mons. Romero consapevole del rischio che correva di essere ucciso diceva: “Risorgerò nel mio popolo.”
Della Maddalena non troviamo più tracce, ma il suo viaggio continua non come fuga, ma continuità di ascolto.
Continua nella storia di tante donne nomadi, in continuo movimento, donne capaci di creare spazio e relazione, donne aperte al dono, all’accoglienza e pronte al distacco.
Madri, vergini, spose non viste, solitarie, in silenzio, non credute, senza nome, senza volto, ma con un annuncio da portare: la qualità della vita, la gratuità dell’amore.
Le opere sono utili, ma la gratuità supera l’utilità.
Il mistero ci accompagna in ogni momento: quel mistero che non riguarda cose non ancora conosciute, bensì realtà che non sarano mai conosciute.

Sorrivoli 02 aprile 2010
Pasquale Gentili

 

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Dietrich Bonhoeffer

March 31st, 2010

 mercoledì 7 aprile

al castello di sorrivoli

 

gli amici e le amiche del gruppo “ricerca e confronti”

 insieme a

 G I O V A N N I    C A T T I

  ricordano

Dietrich Bonhoeffer

  impiccato nel campo di concentramento di Flossenburg il 9 aprile 1945

 

" Resta un’esperienza di eccezionale valore l’aver imparato infine a guardare i grandi eventi della storia universale dal basso, dalla prospettiva degli esclusi, dei sospettati, dei maltrattati, degli impotenti, degli oppressi e dei derisi, in una parola, dei sofferenti.

Se in questi tempi l’amarezza e l’astio non ci hanno corroso il cuore; se dunque vediamo con occhi nuovi le grandi e le piccole cose, la felicità e l’infelicità, la forza e la debolezza; e se la nostra capacità di vedere la grandezza, l’umanità, il diritto e la misericordia è diventata più chiara, più libera, più incorruttibile; se, anzi, la sofferenza personale è diventata una buona chiave, un principio fecondo nel rendere il mondo accessibile attraverso la contemplazione e l’azione: tutto questo è una fortuna personale.

Tutto sta nel non far diventare questa prospettiva dal basso un prender partito per gli eterni insoddisfatti, ma nel rispondere alle esigenze della vita in tutte le sue dimensioni; e nell’accettarla nella prospettiva di una soddisfazione più alta, il cui fondamento sta veramente al di là del basso e dell’alto”

  (Dietrich Bonhoeffer, da " Resistenza e Resa ", Milano 1989, pag. 74 )

 Alle 19.45 ceneremo insieme alle ragazze ed ai ragazzi di Sorrivoli, per poi proseguire, alle 21.00, con il ricordo di Dietrich Bonhoeffer.

 

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Democrazia nella Chiesa

March 31st, 2010

 Il card. Bertone, segretario di stato del Vaticano, in una lezione all’università di Breslavia, in Polonia, definisce la democrazia, un sistema di governo che si basa “sulla ripartizione del potere”, e per questo non può essere assunto dalla chiesa, perchè il vangelo non può essere condizionato da una maggioranza, e il rapporto tra gerarchia e popolo di Dio non può mai essere posto in termini di ripartizione di potere, e, l’opinione sia pure di una maggioranza non può sostituire la fede! Ma la prassi della chiesa delle origini non era così! Negli Atti degli apostoli, in quello che può essere definito il primo concilio, la decisione finale fu presa “dagli apostoli, dagli anziani e da tutta la chiesa”. E questa prassi andò avanti fino a Costantino. Che casa è cambiato? Allora la chiesa era composta di persone povere e senza potere, apostoli compresi. Quando tutti si è poveri, sullo stesso piano, è più facile riconoscere a tutti lo stesso valore e potere. Oggi nella chiesa ci si riconoscono persone che ostentano potere e ricchezza e non sono disposte a mettere al vaglio della maggioranza le loro idee o privilegi. Ci può stare che la verità non possa essere divisa, ripartita, ma tanto meno può essere monopolio di una minoranza che non rispecchia il contesto e la voce che Gesù aveva scelto per annunciare il vangelo. “Il vangelo non è una dottrina che vale indipendentemente da chi l’annuncia. Non è una dottrina, ma un annuncio: la sua forza è strutturalmente connessa alla testimonianza. Non è possibile un annuncio di povertà e di pace senza essere poveri e amanti della pace.” (E. Balducci) Non tutte le bocche possono dar voce alla parola di Dio, (anche il diavolo nel deserto usa la bibbia per rivolgersi a Gesù!) non tutti i luoghi o interlocutori possono essere spazio per far risuonare la parola di Dio (in casa di Erode Gesù non disse una parola!) Allora il vangelo è tale solo partendo dalla bocca che lo annuncia, dal luogo in cui viene annunciato e in riferimento alle persone a cui è indirizzato. Penso ad amici, preti e non, che la gerarchia, per la difesa di una verità rigida e statica, ha tagliato fuori dalla comunità. Penso ad Alessandro Santoro, prete delle Piagge, (FI) che da più di tre mesi è sospeso da ogni incarico senza che gli sia stata offerta nessuna prospettiva. Penso a Jon Sobrino di qualche anno fa… Ma quale verità si tratta di difendere? Quando Pilato si trovò davanti a Gesù e gli chiese: “che cos’è la verità?”, lui non gli rispose, perchè la verità non è una “COSA”. La verità è ciò che nasce da una relazione da cui ci si lascia coinvolgere. Fare la verità, era l’espressione che Gesù amava. Per Pilato la verità da fare era che, dopo aver proclamato per tre volte, l’innocenza di Gesù, avrebbe dovuto liberarlo. Avrebbe fatto la verità!!!… e invece per una verità di comodo e paura l’ha lasciato morire. Le verità della gerarchia inibiscono, tarpano le ali, bloccano i viaggi di chi, come quel samaritano che percorreva la strada da Gerusalemme a Gerico vedendo l’umanità nel suo bisogno di liberazione, si fermò versando su quell’uomo ferito olio e vino: cose che leniscono le ferite e rallegrano il cuore: creò un nuovo culto, con nuovi riti, nuovi spazi sacri. La chiesa dovrebbe essere un esempio di democrazia, e sapere dare voce alla vera maggioranza dell’umanità, quella che Gesù sul monte delle beatitudini sollevando lo sguardo indicava come poveri, afflitti, miti, operatori di pace, affamati e assetati di giustizia e per questo perseguitati … Questa è da sempre la vera maggioranza dell’umanità. Ma c’è solo un modo per annunciare il vangelo a questa folla che Gesù mette davanti agli occhi dei suoi discepoli allora e della sua sua chiesa oggi: vivere con loro! Non lo si può annunciare da nessuna posizione di potere, nè di sicurezza che teme il confronto, così, si finisce per rivendicare una infallibilità che è solo paura e difesa di privilegi. Sia Pietro che Gesù mai si sono ritenuti infallibili…. più volte si sono resi conto, incontrando persone, lasciandosi prendere dalla compassione e dalla simpatia che le loro posizioni andavano modificate.

Sorrivoli 27 febbraio 2010

Pasquale Gentili

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La Montagna nel Castello

February 9th, 2010

 

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Limiti della Religione

February 8th, 2010

Quando succede qualcosa come quello che è accaduto ad Haiti, ci si pongono delle domande: sono domande personali, rivolte alla politica, e rivolte alla religione.
La politica forse dalle domande può dedurre delle responsabilità, … la religione si trova in grande imbarazzo.
Ma credo che queste domande facciano bene soprattutto alla religione, almeno a quella che pretende di avere le risposte a tutti i problemi.
Mi pare che in tutto il vangelo si possa leggere proprio questo: il limite della religione.
Abbiamo visto i magi, questo racconto così affascinate del ciclo natalizio, seguire una stella e arrivare a Gerusalemme, il cuore della religione, per trovare risposte alle loro domande: “dov’è…?”
E’ la domanda di fronte all’olocausto… è la domanda che in toni o forme diverse un uomo in situazioni estreme è costretto a porsi.
I sacerdoti ed Erode, religione e politica, elaborano una risposta teorica. Avrebbe potuto fermarsi, ma loro non si fermarono e andarono oltre, dice il vangelo “per altre strade…” e la gioia li accompagnò.
Gesù un giorno a Nazareth prese il libro delle scritture lo lesse , lo arrotolò e lo pose nello scaffale: sembra quasi voler dire: la religione ti porta fino ad un certo punto, poi è necessario abbandonarla, “riporla nello scaffale” e prendere strade inesplorate, nuove, personali, legate all’oggi della vita, della storia.
Anche Abramo si sganciò dalla sua religione-cultura per intraprendere strade nuove, non battute.
Un tale che cercava una strada per vivere una vita “eterna” degna di essere vissuta, un giorno chiede a Gesù cosa avrebbe dovuto fare. In un primo tempo Gesù si limita a dargli la risposta ufficiale: pratica la tua religione. All’obiezione di quel tale, che dice di aver praticato tutto fin dalla sua giovinezza, Gesù in uno slancio di commozione, di affetto, forse perchè era giovane, gli fa l’unica proposta per cui valesse la pena rischiare la vita: vendi tutto, lascia tutto e viene cerchiamo insieme un modo nuovo di essere uomini…
Ebbe paura e restò nel suo mondo che il vangelo definisce triste.
Una religione fine a se stessa…è triste!
Anche Giovanni, il battista, rappresentante della religione, ad un certo punto si rende conto del limite di quello che lui proponeva e comincia a dire che ci vorrebbe qualcosa che come un fuoco bruciasse tutto, per far rinascere qualcosa di nuovo. Dirà: “bisogna che io diminuisca…perchè qualcosa d’altro possa crescere”.
Ora che tutte le religioni si contendono il primato della verità, ora che si è come tornati a fare proseliti, per accapparrarsi non so quale merito, se di carattere politico ed economico, è più che mai necessario che le religioni non pretendano di avere le risposte a tutte le domande. Forse il loro compito oggi dovrebbe essere semplicemente di aiutare a porsi le domande giuste, viste nella prospettiva giusta.
Quando a p. Ernesto Balducci, nella sua ultima intervista televisiva fu posta la domanda su cosa ne pensasse del futuro del cristianesimo rispose con una parola che credo profetica. Diceva, riprendendo il senso di uomo planetario, che non si tratta tanto del futuro del cristianesimo, ma del futuro di tutte le religioni. Tutte le religioni sono segnate dal particolarismo della loro storia, ciascuno deve accettare la consapevolezza di non essere il tutto: ciascuna deve fermarsi come ad una frontiera e convertirsi alla nascita di un uomo nuovo, che le trascende tutte. Compito delle religione resta, e sarebbe un grande ruolo nella storia, quello di liberare un uomo nuovo, inedito.

Sorrivoli         8 febbraio 2010

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Ricerca e Confronti

February 8th, 2010

 GRUPPO “RICERCA E CONFRONTI” 
SORRIVOLI – CESENA

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RICERCA 2009-10  “LA FEDE NELLA DINAMICA DEI CAMBIAMENTI”

III INCONTRO: DOMENICA 14 FEBBRAIO 2010

 

Dio creatore, il peccato originale, l’anima, il peccato personale…
Parole da ripensare.

 

In questo panorama di mutazioni epocali, epistemologiche, scientifiche e antropologiche, come e dove rinvenire lo Spirito? Hanno ancora un senso le parole cui la nostra fede bambina ha indirizzato la sua preghiera, oppure occorre levigarle, riplasmarle, perché illuminino i segni dei tempi? O, forse, è necessario «fare nuove tutte le cose», cogliere nelle tradizioni religiose, nelle metafore bibliche, negli assiomi della ricerca, quella novità sempre insorgente e in fieri che l’assuefazione ermeneutica non ci fa più vedere? (Ivan Nicoletto, monaco camaldolese in Transumananze, pag.16)

Nell’incontro del 13 dicembre abbiamo parlato della dinamica del cambiamento nella natura, nella società, nell’umanità. In particolare abbiamo parlato del passaggio da una prospettiva statica ad una prospettiva evolutiva della scienza; della scoperta che il linguaggio non è soltanto descrittivo, ma é soprattutto creativo di significati; della globalizzazione, che impone di considerare tutti i problemi in termini mondiali o planetari; della coscienza olistica o ecologica, che ci mostra  come il mondo non è costituito da un insieme di ”cose”, ma da un sistema di fenomeni interdipendenti. Cambiamenti scientifici e culturali che si riflettono necessariamente su ogni aspetto della vita personale e sociale, sulla concezione della vita e del mondo, sui rapporti con gli altri, sulla fede, di cui prendere coscienza per vivere e credere -  o non credere – da adulti.

Abbiamo dedicato l’incontro del 10 gennaio all’approfondimento e alla comunicazione reciproca dell’esperienza concreta di ciascuno di noi riguardo a questi cambiamenti.

Nel prossimo incontro entreremo nel vivo delle conseguenze che questi cambiamenti hanno sui contenuti e sulle parole della fede (Dio creatore, peccato originale, anima, peccato personale, problema del male, del dolore, della morte) per un cammino verso una fede matura.

Ci accompagnerà nella ricerca il dott. WALTER CHIANI di Rimini, sociologo, già responsabile dei servizi educativi del Comune di Pesaro, attualmente responsabile dei servizi sociali del Comune di Riccione, attento alle problematiche riguardanti la fede.

Per la preparazione personale all’incontro, suggeriamo la lettura dell’articolo “Ambiguità sul Dio evolutivo” che alleghiamo. Si tratta di un agile e interessante contributo per la rilettura del significato di creazione e di Dio creatore, nel vivo del dibattito attuale.  Oltre, naturalmente per chi ne ha il tempo, al 2° capitolo del libro di Carlo Molari “Per una spiritualità adulta” che abbiamo adottato come strumento base di lavoro (e che è possibile acquistare in occasione degli incontri).

L’incontro del 14 febbraio si svolgerà secondo la scansione consueta, con due novità importanti: ore 11,15 S. Messa, ore 12,45 pranzo semplice  e conviviale; ore 14, 30 – 17,0 0  approfondimento del tema. I tre momenti si collegano tra loro ma ognuno ovviamente è libero di scegliere a quali partecipare.

Le novità:
durante la Messa, Mario, amico di origine giordana e musulmana, che da tempo partecipa agli incontri, riceverà il battesimo.
per realizzare una azione concreta di solidarietà nei confronti di un gruppo di famiglie maghrebine immigrate, che vivono con fatica questo momento di crisi economica, abbiamo pensato di fare un pranzo a base di cous-cous con dolci tipici, ottimi e preparati da donne veramente esperte.  Raccomandiamo di aderire a questa iniziativa ma, ovviamente, chi non mangia il cous-cous potrà avere piatti alternativi del ristorante di Sorrivoli.

Per regolarsi sulla quantità è necessario che coloro che desiderano mangiare cous-cous e dolci arabi lo comunichino a vincegrazi@yahoo.it  o al 3483222579 entro giovedì alle  ore 13.

Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi e ad estendere l’invito.

Arrivederci.

RICERCA E CONFRONTI

     

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Comitato cesenate per la Costituzione

January 26th, 2010

 
Carissime, carissimi,
nell´assemblea del 21 u.s. abbiamo deciso di impegnarci attivamente nella giornata nazionale "SALVIAMO LA COSTITUZIONE" indetta per il 30 gennaio dal Popolo Viola, portando il nostro contributo specifico, che va oltre gli stessi contenuti della manifestazione.
Nel documento allegato sono indicate in sintesi le motivazioni e il contenuto delle decisioni dell´assemblea.
Per la buona riuscita è necessaria la massima partecipazione al mattino, in piazza, dalle 9 (per i preparativi) alle 13. Il programma è denso, sono necessarie molte persone per dividerci i compiti (è previsto un tavolo sotto il loggiato comunale e una presenza sulla strada, dalla piazza al corso Mazzini, fino alla piazza Almerici, con momenti di lettura, opinioni, varia animazione, la performance di Mescolini, la distribuzione di mandarini e pomodorini con articoli della Costituzione sul lavoro, l´incontro con il sindaco…).
Le associazioni, i gruppi, i partiti iscritti al Comitato, sono invitati a promuovere la partecipazione e l´impegno dei loro soci, per rendere concreta, non soltanto formale, la loro adesione.
Molte persone inoltre sono già di per sé segno di successo ed efficace invito al pubblico.
E´ importante che molti preparino brevi interventi, pertinenti al tema.
Raccomandiamo inoltre la più ampia partecipazione, al pomeriggio, al SIT-IN a Forlì davanti alla Prefettura, insieme al Popolo Viola di Forlì-Cesena. Orari e modalità organizzative sono indicati nel documento allegato. E´ gradito, non obbligatorio, un capo d´abbigliamento di colore viola.
Conclusivamente: partecipate numerosi/e e estendete l´invito.

Arrivederci sabato!                Vincenzo Andreucci   Silvio Zitelli

 

 

Indirizzo e-mail: comitatocesenatecostituzione@yahoo.it
Blog: http://www.comitatocostituzionecesena.blogspot.com/

Nell’assemblea del 22.1.2010 il Comitato Cesenate per la Costituzione ha deciso di aderire all’iniziativa “SALVIAMO LA COSTITUZIONE. TUTTI IN PIAZZA IL 30 GENNAIO”, promossa dal “Popolo Viola” a livello nazionale. L’adesione è giustificata dalla comune finalità di difesa della Costituzione dai pericoli rappresentati dalle leggi ad personam, che ledono il principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, e dalle minacce di riforma della Costituzione in senso autoritario.
Il Comitato, che guidò a Cesena, con successo, l’impegno referendario nel 2005-2006 contro la legge di revisione costituzionale approvata dalla maggioranza di centrodestra, si è ricostituito il 16 marzo 2009 per  fronteggiare i rinnovati pericoli per la Costituzione e la democrazia nel nostro Paese.
I pericoli non sono rappresentati soltanto da inaccettabili proposte di revisione costituzionale e  da leggi ordinarie in settori importanti, viziate da un conflitto di interessi mai risolto, ma anche da comportamenti e prassi di soggetti investiti di funzioni politiche e amministrative, anche ad alto livello, palesemente contrastanti con principi e valori costituzionali. In particolare, una catena ormai ininterrotta di episodi che contribuiscono, giorno dopo giorno, a rendere normale, accettabile agli occhi della gente, la discriminazione per motivi etnici e religiosi, a erodere, impercettibilmente ma inesorabilmente, i valori della convivenza civile, a renderci intolleranti, cinici e razzisti.
La gestione della vicenda Rosarno da parte delle autorità pubbliche, pone in drammatica evidenza la violazione dei principi costituzionali in materia di tutela del lavoro e dei lavoratori.
Il Comitato Cesenate scende quindi in piazza il 30 gennaio, per la doverosa collaborazione con i cittadini che in tutta Italia manifestano per la salvaguardia della Costituzione, e per realizzare il proprio progetto permanente diretto a promuovere una maggiore consapevolezza costituzionale nell’opinione pubblica e azioni positive per l’attuazione dei valori costituzionali nell’azione dei responsabili pubblici e nei comportamenti dei cittadini. 

Sabato 30 gennaio, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, manifestazione in Piazza del Popolo: 

lettura continua della Costituzione
interventi  di componenti del Comitato e di altri cittadini
intervento dell’attore cesenate Franco Mescolini
distribuzione di pomodorini e mandarini come segno di solidarietà ai lavoratori migranti di Rosarno
presentazione al Sindaco di Cesena, garante dei diritti e dei doveri di tutti coloro che risiedono e lavorano nel territorio comunale, della richiesta di collocare il testo della Costituzione Italiana all’ingresso del Palazzo Comunale.

Nel pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 18, a Forlì, partecipazione al SIT-IN promosso dal Popolo Viola davanti al Palazzo del Governo (Prefettura).

Il Comitato invita tutte le persone che condividono questi ideali, a partecipare, numerose, a entrambi i momenti. 

Per eventuali collaborazioni per il trasferimento a Forlì (richieste di un passaggio in auto e disponibilità a offrirlo): appuntamento alle ore 15,00 davanti alla Stazione FF.SS.

Cesena, 23 gennaio 2010.

  Silvio Zitelli         Vincenzo Andreucci

 

                                      

     

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Omocausto

January 26th, 2010

Centro per la Pace "E. Balducci"

in collaborazione con Gruppo "Narciso e Boccadoro"

grazie ad Arcigay – Memoria

vi invitano a visitare

OMOCAUSTO

Lo sterminio dimenticato degli omosessuali

 Mostra fotografico-documentaria sulla persecuzione nazifascista
di uomini e donne omosessuali

  26 GENNAIO – 8 FEBBRAIO
 
  presso il Salone Comunale della Residenza Municipale di Cesena

    Grazie…. Cristina

Centro per la Pace "E. Balducci"
via Chiaramonti 46
47521 Cesena FC
tel 0547 21842 
 fax 0547 363598

 www.centropacecesena.it

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