Crocifisso sì, crocifisso no!
December 5th, 2009Sono passati più di 30 anni dal funerale di un ragazzo morto per un incidente stradale. I suoi amici vollero accompagnarlo con le bandiere rosse. Tutti i preti se ne andarono portando via la croce.
Dissi che non era bene portare via il crocifisso di fronte ad una bandiera. Era come mettere quella persona che era sulla croce sullo stesso piano di una ideologia.
E’ passato tanto tempo…
Oggi si vuole imporre a tutti i costi la presenza di quel simbolo, ma credo non sia cambiata la motivazione. Si vuole imporre una ideologia, una cultura, non proporre una persona col suo messaggio: quello che noi chiamiamo vangelo e col quale si identifica.
Mi pare necessario sottolineare alcune cose:
- La croce era la pena di morte che i romani comminavano a coloro che non erano cittadini romani, agli schiavi. E venivano crocifissi ai margini della strada proprio per esprimere la loro estraneità a questo mondo. L’essere sospesi tra terra e cielo voleva ricordare che il condannato non apparteneva nè allla terra, nè al cielo.
Paolo, quando fu arrestato dichiarò la sua cittadinanza romana e questo gli consentì un processo a Roma e di evitare la croce.
Gesù non era cittadino romano: per Roma era un extra – comunitario.
- Poi ci sono le cause della condanna: la religione del tempio lo voleva morto perchè predicava l’inutilità del tempio e dei suoi sacrifici con il conseguente annullamento della casta sacerdotale.
- Il potere di Roma lo voleva morto perchè rivendicava pari diritti e dignità di tutti gli uomini, annullando ogni privilegio, mettendo sullo stesso piano uomini, donne, greci e giudei, schiavi e liberi.
Non fu loro difficile manipolare l’opinione pubblica, facendo passare Gesù per un destabilizzatore della società, uno che metteva in crisi l’ordine pubblico, il sistema e a repentaglio la sicurezza di molti.
“Meglio che muoia uno solo piuttosto che perisca il popolo”…dirà Caifa!
Se il suo vangelo fosse stato accolto, l’impero romano e l’apparato religioso sarebbero stai minati alla radice.
La croce è allora il simbolo di una società che vuole difendere i suoi privilegi e della violenza, solo apparentemente legale, che subisce chi rivendica diritti e dignità davanti a Dio e al potere costituito.
Ogni società che lascia morire chi non si adegua alla sua cultura, alle sue regole è come se continuasse a mettere in croce quell’uomo che si chiamava Gesù e che oggi ha altri nomi, altre storie.
Va bene allora difendere il crocifisso, ma non da parte di chi permette che anche una sola persona possa morire perchè extra-comunitario.
E’ grave che qualcuno impugni il crocifisso e lo brandisca come un’arma contro persone che oggi vivono e muoiono come quel “crocifisso”, persone senza diritti, senza cittadinanza…
La croce sarà sempre un giudizio, un segno di crisi nei confronti di ogni società , cultura, politica e religione che permette che anche uno solo dei suoi figli muoia perchè “altro” da loro.
Non porto addosso mai nessuna croce e a maggior ragione oggi, ma mi ribello all’idea che a impugnarla siano gli stessi che poi approvano leggi discriminatorie e razziste.
Credo che la Chiesa dovrebbe avere un moto di ribellione, un rigurgito di dignità e riappropriarsi di questo segno in maniera seria e per il suo vero significato
Cena di solidarietà a favore di Apeiron
November 26th, 2009cari tutti,
martedì 1 dicembre al Castello di Sorrivoli si terrà l’edizione 2009 della cena natalizia di beneficienza a favore di Apeiron.
se potete e volete:
- fate girare l’e-mail tra parenti, amici e conoscenti invitandoli a prenotare
- prenotatevi subito .. i posti sono limitati
grazie
un caro saluto
Barbara
In margine alla manifestazione del 10 ottobre contro il razzismo
November 20th, 2009- Un tale uscendo dalla chiesa si mette a protestare perchè quella manifestazione era un atto di violenza: lo aveva disturbato mentre stava cercando di concentrarsi in chiesa per la preghiera. Un altro parlando quasi a se stesso, ma ad alta voce ripeteva: “ma andate a lavorare!!!”
Sono due reazioni colte in margine alla manifestazione antirazzista del 10 ottobre a Cesena: bella, colorata, allegra, vivace e soprattutto giovane.
Sono tornato a duemila anni fa. Gesù usciva da Gerico, una città ricca, una città commerciale. Molta folla, in gran parte discepoli, lo accompagnava, orgogliosa di quella relazione privilegiata che erano riusciti a stabilire con lui. Ma qualcuno si mise a gridare nel tentativo di farsi sentire da Gesù. E quando i discepoli lo sgridano per farlo tacere, – forse faceva perdere loro la concentrazione, l’attenzione alle parole di Gesù, – lui grida ancora più forte. L’evangelista concentra il suo grido in queste parole: “figlio di Davide, abbi pietà di me!”.
Era un uomo cieco, che stava seduto ai margini della strada e chiedeva l’elemosina: aveva anche un nome: Bartimeo. Raramente nel vangelo si danno tante informazioni su una persona!
Gesù lo sente e si fermò. Anche quel samaritano che era in viaggio da Gerusalemme a Gerico, vedendo un uomo mezzo morto ai margini della strada si fermò, dopo che un sacerdote e un levita passati per caso erano andati oltre senza fermarsi.
E lo fa chiamare dagli stessi che prima lo avevano sgridato.
E questi cambiano atteggiamento: miracolo! Invitano il cieco a farsi coraggio e ad alzarsi. Questi con un balzo, gettando via il mantello, il simbolo della sua emarginazione, corre da Gesù.
“Che cosa vuoi che io faccia per te”.
Gesù capisce che quell’uomo non voleva più essere identificato per l’emarginato che vive di elemosina; che il problema non è la quantità dell’elemosina, ma la qualità della vita. E quell’uomo gli racconta la sua storia, le sue umiliazioni, i suoi sogni soffocati e che forse Gesù era riuscito a fargli risvegliare.
Chissà quanti di quegli immigrati presenti alla manifestazione avevano una storia simile! Loro che avevano buttato all’aria i loro “mantelli” per un viaggio che Gesù chiama fede…
E forse sarebbe stato un vero miracolo se quelle persone che stavano in chiesa per manifestare la loro fede, fossero uscite, si fossero fermate, e avessero ascoltato la storia dell’altro… magari anche col vescovo!
Gente che gridava il proprio disagio, chiedendo non elemosina, ma lavoro, a partire da un semplice permesso per non stare ai margini della strada…
Gesù dice a quel cieco che la sua fede lo aveva salvato e il cieco vide davanti a sè una strada e prese a percorrerla con Gesù.
Ma quella strada portava a Gerusalemme, il cuore del potere politico e religioso! Mi son chiesto perchè quel cieco chiama Gesù ”figlio di Davide”, così come lo chiameranno i bambini al suo ingresso a Gerusalemme.
Gesù era molto attento alle parole, a come lo interpellavano. Quando un tale lo interrogò con le parole; “maestro buono”, lo interruppe subito dicendo che quell’aggettivo non gli competeva perchè nessuno è buono, neppure lui! Mentre non rifiuta l’appellativo di figlio di Davide.
Davide era stato il re per eccellenza del popolo d’Israele, un re bambino, un re senza potere, un principe della pace, uno che avrebbe cambiato le lance in falci, che avrebbe fatto convivere il lupo con l’agnello, avrebbe stabilito il diritto e la giustizia…
L’espressione quindi ha un forte accento politico e sia il cieco che Gesù sono consapevoli che il problema non è solo spirituale, ma anche politico. Occorre risvegliare la coscienza, ma poi provocare la politica.
E i due si avviano insieme verso Gerusalemme per scontrarsi col potere politico e religioso.
Non sarà molto dissimile l’ingresso di Gesù a Gerusalemme dalla manifestazione antirazzista…anche allora confusione allegria, entusiasmo, soprattutto nei giovani, tanto che anche lì qualcuno tentò di farli tacere.
Poi, come al solito Gesù si lacsia prendere la mano ed esagera. Va nel tempio e butta per aria i tavoli dei cambiavalute, dei mercanti… E’ l’imprudenza dei giovani… penso in questo momento a ciò che è successo a d. Alessandro Santoro… ma a quelli come lui va la simpatia l’affetto, la stima perchè sanno risvegliare i sogni…
Certo Gesù è stato arrestato, condannato, ucciso… ma almeno rendiamogli atto dei veri motivi: la religione e la politica non possono esimersi dal confronto con le storie di chi si vorrebbe solo relegato a chiedere l’elemosina!
La sua morte è conseguenza del fatto di aver chiamato fede un grido di ribellione, un salto di gioia, un sogno, una speranza, una lotta!
Parlare d’altro
November 20th, 2009A Gesù piaceva camminare e parlare. Era per le strade della Galilea: la sua mente era presa dalla morte di Giovanni Battista, una morte ingloriosa, una morte nella solitudine e nello squallore di una cella. Nessuna difesa, nessun amico…una vittima coi suoi carnefici…chiedendosi se ne era valsa la pena di sacrificare una vita in quel modo.
Questi pensieri occupavano la sua mente e quasi parlando tra sè diceva: “il figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e questi lo uccideranno…”
L’evangelista dice che chi lo seguiva non capiva cosa volesse dire, ma non osavano interrogarlo!
E’ cosi difficile entrare nei pensieri di un altro?
E perchè se non si capisce non si fa il gesto umile di chiedere?
Riportando questo sintomo della prima comunità di credenti, forse gli enangelisti volevano ricordare alla chiesa che non è facile comprendere la parola del suo maestro, allora come oggi, e che la paura di farsi troppo coinvolgere a volte porta a non interrogare, a non fare domande.
Cosa voleva dire Gesù quando usava l’espressione “figlio dell’uomo”?
Noi l’abbiamo identificata con “figlio di Dio”, il che potrebbe essere vero, se però chiariamo il significato che Gesù dava a questo termine. Figlio dell’uomo per Gesù, e l’uomo nella sua condizione umana, spoglia di tutto: è quell’uomo che non ha altro connotato che la sua nuda umanità.
Per essere figlio di Dio non deve servire altro.
Quando a Gesù viene chiesto se era figlio di Dio e lui rispose di sì, fu solo quando era sotto processo, senza difese, senza potere, nudo e solo…
La domanda che Gesù si fa è: come è possibile che un uomo nella sua povertà, nudità, quando si consegna nelle mani di altri, anzichè trovare aiuto trovi la morte? Perchè la sola condizione umana non è sufficente perchè mani umane sentano compassione?
Continua il vangelo dicendo che giunti a Cafarnao, Gesù chiese ai discepoli di cosa avevano parlato lungo la strada. Ancora una volta si dice che essi tacevano…perchè, dice ancora il vangelo, avevano parlato d’altro, avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
Forse pensavano che se uno vuole ottenere qualcosa nella vita non può presentarsi soltanto con la sua umanità senza alcuna credenziale: almeno un documento, almeno una cultura d’appartenenza, almeno un abito decente, almeno un pò di soldi, almeno un lavoro,almeno…
E qui Gesù prese in braccio un bambino…bisogna averne cura come un figlio, non ucciderlo, perchè la sua vita dipende dalle mani di qualcuno…
Che prospettive ci sono per Josephine, clandestina, sequestrata, abusata, messa incinta a 16 anni, che non sa come fare per non perdere l’amatissima bambina, figlia del sopruso?
Le parole di Gesù suonano con una verità sconcertante: Il figlio e le figlie dell’uomo saranno consegnate alle mani degli uomini e questi mani anzichè dare loro la vita offrono loro la morte!
Ma hanno ragione i discepoli: meglio parlare d’altro!
Forse Gesù voleva mettere in guardia la chiesa sui discorsi da affrontare, invitandola ad accettare le sue provocazioni, ad accettare il dialogo, a fare domande e a non evadere parlando d’altro!
inconto con Waldemar Boff
November 15th, 2009
la Parrocchia e l’Associazione Culturale "Il Castello",
ti invitano a partecipare all’incontro-dibattito che si terrà
al Castello di Sorrivoli
lunedì 23 novembre alle ore 21
sarà presente:
Waldemar BOFF,
sociologo e teologo brasiliano
che parlerà su:
Cammini per un mondo
più giusto, solidale e sostenibile
Vista l’importanza dell’iniziativa si prega
di allargare l’invito amiciche credi interessati
Dalle 19,30 alle 21,00 è possibile cenare
il ricavato sarà devoluto per sostenere
i progetti di Waldemar Boff
Waldemar Boff, sociologo e teologo brasiliano,
fratello di Leonardo Boff.
Opera nelle comunità povere di Petropolis e della Baixada Fluminense,
promuovendo la cultura e l’’ organizzazione popolare
per rendere i poveri protagonisti del loro processo di emancipazione.
Tutti gli interventi, a iniziare dagli asili per i bambini,
muovono dalla consapevolezza della necessità
di avviare programmi di rispetto e integrazione
dell’’ uomo con la natura
Festa di “San Martino”
November 10th, 2009San Lorenzo e Borgo Sonoro a Sorrivoli
July 25th, 2009al Castello di Sorrivoli
FESTA DI SAN LORENZO
con la cucina e le musiche dei pescatori di Cesenatico
alle ore 20.00 cena
- • guazzetto di cozze e vongole
- • gamberi al sale
- • risotto alla marinara
- • fritto misto
- • acqua, vino, ciambella…….
alle ore 21.30 m u s i c h e d e l m a r e
- con il gruppo NEIL
il costo della serata è di € 20,00
prenotazione obbligatoria
per informazioni e prenotazioni 0547 326035 (ore serali)
B O R G O S O N O R O
al Castello di Sorrivoli mercoledì 12 agosto alle ore 21.30
M A R E P R I M O
I racconti delle origini
Elisabetta Zampini voce recitante
Luca Donini musiche e sax
Sbibu Francesco Sguazzabia percussioni
Marco Campedelli videoscenografia
Festival dei burattini 2009
July 25th, 2009Con il patrocinio ed il sostegno di : Amministrazione Provinciale di Forlì – Cesena Comune di Roncofreddo
SPETTACOLI E INCONTRI
SABATO 22 AGOSTO
ore 21,00 GIROVAGO E RONDELLA
Circo Poetico
ore 22,30 GIROVAGO E RONDELLA
Manoviva
DOMENICA 23 AGOSTO
ore 17.30 ALIA TEATRO
Le storie di Scortichino
ore 18.30 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI GIORGIO DE MARCHI
Maschere in cuoio di folletti, elfi, buffoni, giullari, diavoli e burattini
ore 21,00 ALLEGRA BRIGATA
Fanfurla on the rocks
ore 22,30 DAL PREMIO SILVANO D’ORBA
Compagnia VECCHIA SOFFITTA
Pierino e la strega
LUNEDÌ 24 AGOSTO
ore 21,00 Compagnia FUORIPORTA
La legge del più forte
ore 22,30 Gruppo narrazione “IL NARDO”
Il papa, la luna e la carezza
MARTEDÌ 25 AGOSTO
ore 16,00 Incontro con TININ MANTEGAZZA
Alexander Calder. Sculture in movimento come i burattini
ore 21,00 JOHN WILSON
Androclo e il leone
ore 22,30 FUCINAFOLE: G. De Marchi, G. Baldassari, L. Soffiato
Fate, presenze tra leggenda e tradizione
MERCOLEDÌ 26 AGOSTO
ore 16,00 Incontro con ROMANO DANIELLI
La mano e il burattino
ore 21,00 GASPARE NASUTO
L’antica tradizione di Pulcinella
ore 22,30 DAL PREMIO SILVANO D’ORBA
Compagnia SEMEION
Pallina ombrellina
GIOVEDÌ 27 AGOSTO
ore 15,00 Incontro con ALESSANDRO LIBERTINI
“Di mano in mano”
ore 21,00 ROMANO DANIELLI
L’acqua miracolosa
ore 22,30 ALBERTO DE BASTIANI
Il coniglio volante
VENERDÌ 28 AGOSTO
ore 21,00 ALBERTO DE BASTIANI
Storie di lupi
ore 22,30 ALESSANDRO LIBERTINI
Obrazov
SABATO 29 AGOSTO
ore 15,30 Camminata da Carpineta al Castello di Sorrivoli
a seguire INTERVENTI DI VLADIMIRO STRINATI
ore 21,00 MASSIMILIANO VENTURI
Le avventure di Pòłpuszka
ore 22,30 Esito finale del laboratorio Un segno nella carta o…..un segno della carta?
condotto da ALBERT BAGNO
DOMENICA 30 AGOSTO
ore 18,00 INTERVENTI DI VLADIMIRO STRINATI
ore 21,00 IL CIRCO SAGGIO FINALE DEL LABORATORIO DEI BIMBI E DELLE BIMBE DI SORRIVOLI CONDOTTO DALLA COMPAGNIA “LA GURFATA” DI LOCRI
Tutte le sere, a partire dalle 19.30, si potranno gustare
le specialità romagnole della cucina del castello.
Da lunedì 24 a sabato 29 agosto (al mattino)
IL BURATTINO IN LEGNO: GLI ANIMALI CON BOCCA MOBILE (scarica programma)
condotto dal maestro NATALE PANARO
Max. 10 persone
Per informazioni : minosavadori@libero.it . tel. 3397352626
Da lunedì 24 a sabato 29 agosto (al mattino)
UN SEGNO NELLA CARTA O…..UN SEGNO DELLA CARTA? (scarica programma)
condotto dal maestro Albert Bagno
Max. 15 persone
Per informazioni : minosavadori@libero.it . tel. 3397352626
Da lunedì 24 a sabato 29 agosto (al mattino)
IL CIRCO: LABORATORIO PER LE BIMBE ED I BIMBI DI SORRIVOLI
condotto dalla Compagnia “LA GURFATA”
Per informazioni: : elenabaredi@alice.it. tel: 3474224694
Luglio 2009 al Castello di Sorrivoli
June 26th, 2009Un luglio pieno di eventi ed appuntamenti vi attende al Castello di Sorrivoli.
3 LUGLIO: Cena e musica indiana a favore del Bangladesh. (su prenotazione)
DAL 10 AL 31 LUGLIO: venerdì di cinema all’aperto in lingua madre sottotitolata
PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO: Mercoledì musicale 22 luglio: Caracoles, ottima musica brasiliana.
Per informazioni tel. 0547/326308 oppure visitate la pagine di Sorrivoli su facebook (cliccando qui)















