Ricerca e Confronti

February 8th, 2010

 GRUPPO “RICERCA E CONFRONTI” 
SORRIVOLI – CESENA

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RICERCA 2009-10  “LA FEDE NELLA DINAMICA DEI CAMBIAMENTI”

III INCONTRO: DOMENICA 14 FEBBRAIO 2010

 

Dio creatore, il peccato originale, l’anima, il peccato personale…
Parole da ripensare.

 

In questo panorama di mutazioni epocali, epistemologiche, scientifiche e antropologiche, come e dove rinvenire lo Spirito? Hanno ancora un senso le parole cui la nostra fede bambina ha indirizzato la sua preghiera, oppure occorre levigarle, riplasmarle, perché illuminino i segni dei tempi? O, forse, è necessario «fare nuove tutte le cose», cogliere nelle tradizioni religiose, nelle metafore bibliche, negli assiomi della ricerca, quella novità sempre insorgente e in fieri che l’assuefazione ermeneutica non ci fa più vedere? (Ivan Nicoletto, monaco camaldolese in Transumananze, pag.16)

Nell’incontro del 13 dicembre abbiamo parlato della dinamica del cambiamento nella natura, nella società, nell’umanità. In particolare abbiamo parlato del passaggio da una prospettiva statica ad una prospettiva evolutiva della scienza; della scoperta che il linguaggio non è soltanto descrittivo, ma é soprattutto creativo di significati; della globalizzazione, che impone di considerare tutti i problemi in termini mondiali o planetari; della coscienza olistica o ecologica, che ci mostra  come il mondo non è costituito da un insieme di ”cose”, ma da un sistema di fenomeni interdipendenti. Cambiamenti scientifici e culturali che si riflettono necessariamente su ogni aspetto della vita personale e sociale, sulla concezione della vita e del mondo, sui rapporti con gli altri, sulla fede, di cui prendere coscienza per vivere e credere -  o non credere – da adulti.

Abbiamo dedicato l’incontro del 10 gennaio all’approfondimento e alla comunicazione reciproca dell’esperienza concreta di ciascuno di noi riguardo a questi cambiamenti.

Nel prossimo incontro entreremo nel vivo delle conseguenze che questi cambiamenti hanno sui contenuti e sulle parole della fede (Dio creatore, peccato originale, anima, peccato personale, problema del male, del dolore, della morte) per un cammino verso una fede matura.

Ci accompagnerà nella ricerca il dott. WALTER CHIANI di Rimini, sociologo, già responsabile dei servizi educativi del Comune di Pesaro, attualmente responsabile dei servizi sociali del Comune di Riccione, attento alle problematiche riguardanti la fede.

Per la preparazione personale all’incontro, suggeriamo la lettura dell’articolo “Ambiguità sul Dio evolutivo” che alleghiamo. Si tratta di un agile e interessante contributo per la rilettura del significato di creazione e di Dio creatore, nel vivo del dibattito attuale.  Oltre, naturalmente per chi ne ha il tempo, al 2° capitolo del libro di Carlo Molari “Per una spiritualità adulta” che abbiamo adottato come strumento base di lavoro (e che è possibile acquistare in occasione degli incontri).

L’incontro del 14 febbraio si svolgerà secondo la scansione consueta, con due novità importanti: ore 11,15 S. Messa, ore 12,45 pranzo semplice  e conviviale; ore 14, 30 – 17,0 0  approfondimento del tema. I tre momenti si collegano tra loro ma ognuno ovviamente è libero di scegliere a quali partecipare.

Le novità:
durante la Messa, Mario, amico di origine giordana e musulmana, che da tempo partecipa agli incontri, riceverà il battesimo.
per realizzare una azione concreta di solidarietà nei confronti di un gruppo di famiglie maghrebine immigrate, che vivono con fatica questo momento di crisi economica, abbiamo pensato di fare un pranzo a base di cous-cous con dolci tipici, ottimi e preparati da donne veramente esperte.  Raccomandiamo di aderire a questa iniziativa ma, ovviamente, chi non mangia il cous-cous potrà avere piatti alternativi del ristorante di Sorrivoli.

Per regolarsi sulla quantità è necessario che coloro che desiderano mangiare cous-cous e dolci arabi lo comunichino a vincegrazi@yahoo.it  o al 3483222579 entro giovedì alle  ore 13.

Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi e ad estendere l’invito.

Arrivederci.

RICERCA E CONFRONTI

     

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Comitato cesenate per la Costituzione

January 26th, 2010

 
Carissime, carissimi,
nell´assemblea del 21 u.s. abbiamo deciso di impegnarci attivamente nella giornata nazionale "SALVIAMO LA COSTITUZIONE" indetta per il 30 gennaio dal Popolo Viola, portando il nostro contributo specifico, che va oltre gli stessi contenuti della manifestazione.
Nel documento allegato sono indicate in sintesi le motivazioni e il contenuto delle decisioni dell´assemblea.
Per la buona riuscita è necessaria la massima partecipazione al mattino, in piazza, dalle 9 (per i preparativi) alle 13. Il programma è denso, sono necessarie molte persone per dividerci i compiti (è previsto un tavolo sotto il loggiato comunale e una presenza sulla strada, dalla piazza al corso Mazzini, fino alla piazza Almerici, con momenti di lettura, opinioni, varia animazione, la performance di Mescolini, la distribuzione di mandarini e pomodorini con articoli della Costituzione sul lavoro, l´incontro con il sindaco…).
Le associazioni, i gruppi, i partiti iscritti al Comitato, sono invitati a promuovere la partecipazione e l´impegno dei loro soci, per rendere concreta, non soltanto formale, la loro adesione.
Molte persone inoltre sono già di per sé segno di successo ed efficace invito al pubblico.
E´ importante che molti preparino brevi interventi, pertinenti al tema.
Raccomandiamo inoltre la più ampia partecipazione, al pomeriggio, al SIT-IN a Forlì davanti alla Prefettura, insieme al Popolo Viola di Forlì-Cesena. Orari e modalità organizzative sono indicati nel documento allegato. E´ gradito, non obbligatorio, un capo d´abbigliamento di colore viola.
Conclusivamente: partecipate numerosi/e e estendete l´invito.

Arrivederci sabato!                Vincenzo Andreucci   Silvio Zitelli

 

 

Indirizzo e-mail: comitatocesenatecostituzione@yahoo.it
Blog: http://www.comitatocostituzionecesena.blogspot.com/

Nell’assemblea del 22.1.2010 il Comitato Cesenate per la Costituzione ha deciso di aderire all’iniziativa “SALVIAMO LA COSTITUZIONE. TUTTI IN PIAZZA IL 30 GENNAIO”, promossa dal “Popolo Viola” a livello nazionale. L’adesione è giustificata dalla comune finalità di difesa della Costituzione dai pericoli rappresentati dalle leggi ad personam, che ledono il principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, e dalle minacce di riforma della Costituzione in senso autoritario.
Il Comitato, che guidò a Cesena, con successo, l’impegno referendario nel 2005-2006 contro la legge di revisione costituzionale approvata dalla maggioranza di centrodestra, si è ricostituito il 16 marzo 2009 per  fronteggiare i rinnovati pericoli per la Costituzione e la democrazia nel nostro Paese.
I pericoli non sono rappresentati soltanto da inaccettabili proposte di revisione costituzionale e  da leggi ordinarie in settori importanti, viziate da un conflitto di interessi mai risolto, ma anche da comportamenti e prassi di soggetti investiti di funzioni politiche e amministrative, anche ad alto livello, palesemente contrastanti con principi e valori costituzionali. In particolare, una catena ormai ininterrotta di episodi che contribuiscono, giorno dopo giorno, a rendere normale, accettabile agli occhi della gente, la discriminazione per motivi etnici e religiosi, a erodere, impercettibilmente ma inesorabilmente, i valori della convivenza civile, a renderci intolleranti, cinici e razzisti.
La gestione della vicenda Rosarno da parte delle autorità pubbliche, pone in drammatica evidenza la violazione dei principi costituzionali in materia di tutela del lavoro e dei lavoratori.
Il Comitato Cesenate scende quindi in piazza il 30 gennaio, per la doverosa collaborazione con i cittadini che in tutta Italia manifestano per la salvaguardia della Costituzione, e per realizzare il proprio progetto permanente diretto a promuovere una maggiore consapevolezza costituzionale nell’opinione pubblica e azioni positive per l’attuazione dei valori costituzionali nell’azione dei responsabili pubblici e nei comportamenti dei cittadini. 

Sabato 30 gennaio, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, manifestazione in Piazza del Popolo: 

lettura continua della Costituzione
interventi  di componenti del Comitato e di altri cittadini
intervento dell’attore cesenate Franco Mescolini
distribuzione di pomodorini e mandarini come segno di solidarietà ai lavoratori migranti di Rosarno
presentazione al Sindaco di Cesena, garante dei diritti e dei doveri di tutti coloro che risiedono e lavorano nel territorio comunale, della richiesta di collocare il testo della Costituzione Italiana all’ingresso del Palazzo Comunale.

Nel pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 18, a Forlì, partecipazione al SIT-IN promosso dal Popolo Viola davanti al Palazzo del Governo (Prefettura).

Il Comitato invita tutte le persone che condividono questi ideali, a partecipare, numerose, a entrambi i momenti. 

Per eventuali collaborazioni per il trasferimento a Forlì (richieste di un passaggio in auto e disponibilità a offrirlo): appuntamento alle ore 15,00 davanti alla Stazione FF.SS.

Cesena, 23 gennaio 2010.

  Silvio Zitelli         Vincenzo Andreucci

 

                                      

     

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Omocausto

January 26th, 2010

Centro per la Pace "E. Balducci"

in collaborazione con Gruppo "Narciso e Boccadoro"

grazie ad Arcigay – Memoria

vi invitano a visitare

OMOCAUSTO

Lo sterminio dimenticato degli omosessuali

 Mostra fotografico-documentaria sulla persecuzione nazifascista
di uomini e donne omosessuali

  26 GENNAIO – 8 FEBBRAIO
 
  presso il Salone Comunale della Residenza Municipale di Cesena

    Grazie…. Cristina

Centro per la Pace "E. Balducci"
via Chiaramonti 46
47521 Cesena FC
tel 0547 21842 
 fax 0547 363598

 www.centropacecesena.it

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Vittoria: un’italiana nella scuola dei Campesinos

January 22nd, 2010

Da Gianfranco Zavalloni… una riflessione a margine del viaggio di lavoro e successive ferie in Perù.

Fare turismo responsabile e portare l´Italia sulle Ande

*L´ombelico del mondo – *Cusco deriva da una parola in lingua quechua che vuol dire "ombelico del mondo". A 3.000 metri sopra il livello del mare, nel pieno dell´altipiano andino peruviano, ritrovo e rivedo esattamente dopo 27 anni, Vittoria. Insegnante di matematica, partita come volontaria del MLAL (Movimento Laici America Latina), arrivò a Lima nel luglio del 1982, lo stesso giorno in cui arrivai anch´io, che non sapevo una sola parola di spagnolo. Io rimasi 5 mesi per raccogliere dati, informazioni ed esperienze per quella che poi sarebbe stata la mia tesi di laurea, dal titolo un po´ bizzarro: "*DAGLI APPENNINI ALLE ANDE… E RITORNO – Le tecnologie appropriate e alternative come strumenti di modificazione sociale*". Vittoria, a cui due anni prima di partire era stato asportato, per un tumore, lo stomaco, finì in uno perduto paesino della zona di Puno, nel sud andino. Un giorno andai a trovarla: ci volevano 5/6 ore di "fuoristrada" per arrivare. Da lì partiva e tornava un solo camion, una sola volta la settimana. Dopo 8 anni di lavoro con i campesinos delle Ande, Vittoria è scesa a Lima. Qui ha iniziato a supportare le bambine e le ragazze che, dalla campagna andina, finiscono a fare le lavoratrici domestiche nelle case ricche della capitale peruviana. Lavoratrici domestiche non vuol dire, qui in Perù, lavoro tutelato, come in molti paesi e ora anche in Italia, dopo la legge di regolarizzazione delle cosiddette "badanti".  *Qui sono quasi tutte minorenne, umiliate, sfruttate e spesso abusate. Lavoratrice domestica era anche una bambina* – mi racconta Vittoria – che *quando l´ho conosciuta aveva 7 anni e ne aveva già lavorato

*Dalla campagna alla capitale… e ritorno – È così che, dopo i primi anni a Lima, la ex professoressa di matematica, torna là dove questa situazione di ingiustizia nasce: nelle "comunità campesine" dell´entroterra. L´intento di fondo è che siano gli stessi genitori ad evitare di mandare le figlie, magari con l´illusione della scuola, a lavorare nella città. A Cusco, Vittoria, ha messo in piedi una vera e propria struttura di accoglienza e di sostegno alle "ragazze lavoratrici domestiche". Un lavoro centrato sulla "educazione" il cui punto centrale è la "presa di coscienza dei propri diritti" e l´acquisizione di un "carattere forte, capace di poter affrontare la vita a testa alta" senza cioè doverla abbassare di fronte alla arroganza del padrone o della padrona di turno. Un ruolo fondamentale lo gioca, in tutto questo, la scuola serale che le ragazze (in questo caso insieme anche a bambini lavoratori di strada) frequentano dopo il lavoro. Una scuola "inclusiva" (alla don Milani, per capirci) che dia alla ragazze gli elementi formativi tale da renderle autonome. A supporto economico del centro, una vera e propria struttura di "turismo responsabile", frequentata in
prevalenza da italiani.*

*Perché raccontare una storia del genere?*

- Per l´amicizia che ho ritrovato con Vittoria.
- Perché è bene raccontare queste storie nelle scuole italiane.
- Perché se un giorno qualcuno di noi passerà per Cusco, sappia che lì, *nell´ombelico del mondo*, c´è un posto accogliente che ci aspetta e che possiamo visitare, imparando ad essere anche "turisti" un po´ più coscienti.
- Perché l´Italia è presente nel mondo anche con il nostro turismo intelligente e responsabile.

Per chi vuole contattare *Vittoria Savi**o* e per le scuole che vogliono collaborare:

*TURISMO CAITH
**www.caith.org
**www.yanapanakusun.org
**email:
reservascaith@gmail.com
**Urb. Ucchullo Alto
**Pasaje Santo Toribio n° 4
**Telefono 0051-84-233595
**Cusco  (**PERU)*

 

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Pranzo Sociale “Laboratorio Mondo”

January 20th, 2010

 

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Festa di Sant’Antonio

January 11th, 2010

 

 

Castello di  Sorrivoli     domenica 17 gennaio  2010

 

 …nella piena tradizione romagnola

                

FESTA  DI  SANT’ANTONIO ABATE

 

 

PROGRAMMA:

- Durante la mattinata di sabato 16: benedizione animali

- Domenica ore 11,15: S. Messa – benedizione del pane

- Dalle ore 18,00 – alle 19,30: ASTA DI QUADRI.
Il ricavato andrà per il progetto: “casa solidaria” che Mirko T. e  Barbara M. stanno seguendo in Bolivia.
Si tratta di sostenere le attività educative per bambini all’interno del carcere e creare una casa per accogliere ed accompagnare gli ex detenuti nella ricerca di un lavoro e di una sistemazione, sostenendoli nel loro percorso di reinserimento sociale.

- Dalle 19,30 Polenta – salsiccia – vin brulè…
  e tombola!!!

- TORNEO DI MARAFFA!!!  -   I° Premio UN MAIALE

PREMI FINO AL QUARTO POSTO
Prosciutti – coppe – salami 
            
QUOTA D’ISCRIZIONE: 25 EURO A COPPIA –

LE REGOLE SONO QUELLE DEL BAR DI MAGALOTTI…INFORMARSI!!!

PER  INFORMAZIONE  e ISCRIZIONE
TEL. 0547-326308  -  339-4835462    

arrivederci a tutti….

La parrocchia – l’ass.cult. il Castello – la coop. “Terra dei miti”

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La fede nella dinamica dei cambiamenti

January 8th, 2010

 

 

GRUPPO “RICERCA E CONFRONTI” 
SORRIVOLI – CESENA

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RICERCA 2009-10  “LA FEDE NELLA DINAMICA DEI CAMBIAMENTI”

II INCONTRO: DOMENICA 10 GENNAIO 2010

DENTRO IL MONDO IN TRASFORMAZIONE. LA MIA ESPERIENZA

 

Occorre forse posizionarsi, in attesa vigile, dalla parte del mutamento: accettare la sfida vertiginosa dei tempi e catturarne bagliori di spirito come intimazioni della Parola che anela a farsi carne (Ivan Nicoletto, monaco camaldolese, in Transumananze, pag. 15)

Nell’incontro del 13 dicembre abbiamo parlato della dinamica del cambiamento nella natura, nella società, nell’umanità. In particolare abbiamo parlato del passaggio da una prospettiva statica ad una prospettiva evolutiva della scienza; della scoperta che il linguaggio non è soltanto descrittivo, ma é soprattutto creativo di significati; della globalizzazione, che impone di considerare tutti i problemi in termini mondiali o planetari; della coscienza olistica o ecologica, che ci mostra  come il mondo non è costituito da un insieme di ”cose”, ma da un sistema di fenomeni interdipendenti.

Si tratta di cambiamenti scientifici e culturali che si riflettono necessariamente su ogni aspetto della vita personale e sociale, sulla concezione della vita e del mondo, sui rapporti con gli altri, sulla fede. Si tratta di prenderne coscienza per vivere e credere -  o non credere – da adulti.

Il prossimo incontro é dedicato all’approfondimento e alla comunicazione reciproca dell’esperienza concreta di ciascuno di noi riguardo a questi cambiamenti e costituisce una ulteriore tappa verso il ri-pensamento dei contenuti e delle parole della fede (Dio creatore, peccato originale, anima, peccato personale, problema del male, del dolore, della morte) per un cammino verso una fede matura, che sarà oggetto degli incontri successivi.

Queste le domande che ci porremo nel prossimo incontro:

1.Cosa è cambiato nella società, nella natura e in me nell’arco della mia vita?
2.Come io ho partecipato alle trasformazioni che in questo tempo sono avvenute e quali sono state le ripercussioni che esse hanno avuto su di me?
3.Come io ho inciso, con la mia azione, sui cambiamenti?
4.Quali le resistenze che io ho avuto di fronte al cambiamento che toccava la mia vita?
5.Quali implicazioni queste trasformazioni hanno avuto sulla mia esperienza di fede?

In occasione dell’incontro è possibile acquistare il libro “Per una spiritualità adulta” di don Carlo Molari, teologo, che abbiamo scelto come strumento base del nostro lavoro.

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Gli incontri si tengono a Sorrivoli ogni seconda domenica del mese.

Ogni incontro si articola in tre momenti: ore 11,15 S. Messa, ore 12,45 pranzo semplice, buono (siamo a Sorrivoli!), conviviale; ore 14, 30 – 17,30 approfondimento del tema. I tre momenti si collegano tra loro ma ognuno ovviamente è libero di scegliere a quali partecipare. Non è necessario prenotarsi per il pranzo.

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Un bambino avvolto in fascie

January 2nd, 2010

Penso a quel che successe tanti anni fa a Betlemme: una madre che porta nel suo seno un figlio e non  trova un posto dove partorire.
Allora nessuno voleva quel bambino : sarebbe stato meglio che la sua mamma avesse abortito, magari clandestinamente. Da quando è nato non ha fatto altro che lottare per sfuggire alla morte: tutti lo volevano morto: da Erode fino a Pilato e Caifa che alla fine sono riusciti ad appenderlo ad una croce.
Ma se nascesse oggi credo che si scatenerebbe una guerra per offrirgli un posto!
Che cosa è successo in questi secoli: si è adattato lui o sono cambiati gli uomini?
Chissà se quando da adulto dirà: “se qualcuno vi dirà: eccolo qui, o, eccolo là. non credetegli”, alludeva a questo pericolo.
Gesù non vuole farsi dare un posto, sarà sempre lui a scegliersi un posto, e chi vorrà trovarlo dovrà cercarlo dove lui sceglie di farsi trovare!
Mirco, 20 anni, dal carcere san Pedro di la Paz scrive:” è il 24 dicembre, comincia a farsi buio: si odono le parole arrabbiate di tanti carcerati, incrociamo gli sguardi di alcolizzati o di tossicodipendenti, abbracciamo sconosciuti. Da quanto tempo non vedono una strada, non calpestano un prato, non accarezzano la corteccia di un albero!… inizia  la messa di Natale. C’è un’aria frizzante e più allegra questa notte. I bambini (figli di detenuti costretti, per sopravvivere, a stare in carcere!) cantano, io cerco di seguirli con le mie note, padre Filippo con le sue parole  rende più leggeri i nostri pensieri: non mi sento meno peccatore di loro… ma la frustrazione è tanta!”
Nessuno certo farebbe una guerra per offrire a Gesù, un posto come quello, ma non è detto che lui non lo abbia scelto per questo natale!
I vangeli non parlano mai esplicitamente di Dio, ne indicano solo dei segni, e a natale dicono che il segno è un bambino, delle fasce e una mangiatoia.
Le fasce sono senz’altro la premura di Maria verso quel suo figlio, ma i pastori quando arrivarono alla grotta videro il bambino nella mangiatoia, sorvolando sulle fasce, non erano importanti, o forse semplicemente non erano così invadenti da nascondere il bambino!
Ho l’impressione che quelle fasce oggi siano diventate molte pesanti, ricche di ori e ricami, fatti di cultura, istituzioni, principi e dogmi… e alla fine quel bambino non si vede più!
Sarà possibile togliergli, quelle “fasce”, quel di più che impedisce agli uomini di oggi di vederlo? Lui nella  sua vita ha fatto di tutto per togliersi di dosso le vesti culturali e affettive di cui era stato ricoperto: ha rinunciato agli affetti, alla cultura, alla religione. Simbolicamente prima di morire si tolse le vesti, e ciò che restava gli venne strappato sulla croce…!
E gli angeli a dire di non avere paura di chi è capace solo di dare ordini, come l’imperatore che pretende di avere tutto nelle sue mani.
E loro ad annunciare invece la gioia: una gioia che nasce dall’incontro con
quella povertà, quella nudità. Non è di questa che si deve avere paura, come non si deve aver paura degli angeli che annuciano i sogni di Dio e quelli  degli uomini quando guardano il cielo. Dove ci sono persone che si incontrano, si salutano, si guardano negli occhi si abbracciano, si donano la vita…senza avere un corpo, gli occhi, le orecchie fasciate: nasce la gioia. Quando Maria andò a trovare Elisabetta, questa le dice che è bastato la voce del suo saluto per fare esultare di gioia il bambino che portava nel seno e per dare un senso di pienezza a lei.
Forse c’è più gioia nel carcere di la Paz che nelle nostre case!
E’ tempo di annunciare gioia a tante madri che portano nel seno figli e non sanno cosa ne sarà di loro, o forse sanno già che saranno crocifissi.

 

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…cibiamoci di pace

December 7th, 2009

 

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Crocifisso sì, crocifisso no!

December 5th, 2009

Sono passati più di 30 anni dal funerale di un ragazzo morto per un incidente stradale. I suoi amici vollero accompagnarlo con le bandiere rosse. Tutti i preti se ne andarono portando via la croce.
Dissi che non era bene portare via il crocifisso di fronte ad una bandiera. Era come mettere quella persona che era sulla croce sullo stesso piano di una ideologia.
E’ passato tanto tempo…
Oggi si vuole imporre a tutti i costi la presenza di quel simbolo, ma credo non sia cambiata la motivazione. Si vuole imporre una ideologia, una cultura, non proporre una persona col suo messaggio: quello che noi chiamiamo vangelo e col quale si identifica.
Mi pare necessario sottolineare alcune cose:
 - La croce era la pena di morte che i romani comminavano a coloro che non erano cittadini romani, agli schiavi. E venivano crocifissi ai margini della strada proprio per esprimere la loro estraneità a questo mondo. L’essere sospesi tra terra e cielo voleva ricordare che il condannato non apparteneva nè allla terra, nè al cielo.
Paolo, quando fu arrestato dichiarò la sua cittadinanza romana e questo gli consentì un processo a Roma e di evitare la croce.
Gesù non era cittadino romano: per Roma era un extra – comunitario.
 - Poi ci sono le cause della condanna: la religione del tempio lo voleva morto perchè predicava l’inutilità del tempio e dei suoi sacrifici con il conseguente annullamento della casta sacerdotale.
 - Il potere di Roma lo voleva morto perchè rivendicava pari diritti e dignità di tutti gli uomini, annullando ogni privilegio, mettendo sullo stesso piano uomini, donne, greci e giudei, schiavi e liberi.
Non fu loro difficile manipolare l’opinione pubblica, facendo passare Gesù per un destabilizzatore della società, uno che metteva in crisi l’ordine pubblico, il sistema e a repentaglio la sicurezza di molti.
“Meglio che muoia uno solo piuttosto che perisca il popolo”…dirà Caifa!
Se il suo vangelo fosse stato accolto, l’impero romano e l’apparato religioso sarebbero stai minati alla radice.
La croce è allora il simbolo di una società che vuole difendere i suoi privilegi e della violenza, solo apparentemente legale, che subisce chi rivendica diritti e dignità davanti a Dio e al potere costituito.
Ogni società che lascia morire chi non si adegua alla sua cultura, alle sue regole è come se continuasse a mettere in croce quell’uomo che si chiamava Gesù e che oggi ha altri nomi, altre storie.
Va bene allora difendere il crocifisso, ma non da parte di chi permette che anche una sola persona possa morire perchè extra-comunitario.
E’ grave che qualcuno impugni il crocifisso e lo brandisca come un’arma contro persone che oggi vivono e muoiono come quel “crocifisso”, persone senza diritti, senza cittadinanza…
La croce sarà sempre un giudizio, un segno di crisi nei confronti di ogni società , cultura, politica e religione che permette che anche uno solo dei suoi figli muoia perchè “altro” da loro.
Non porto addosso mai nessuna croce e a maggior ragione oggi, ma mi ribello all’idea che a impugnarla siano gli stessi che poi approvano leggi discriminatorie e razziste.
Credo che la Chiesa dovrebbe avere un moto di ribellione, un rigurgito di dignità e riappropriarsi di questo segno in maniera seria e per il suo vero significato

 

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